Addio a Francesco Rosi
Il regista morto a 92 anni, domani cerimonia civile a Roma
ROMA. E' morto ieri a 92 anni uno dei nostri grandi autori cinematografici, certamente uno dei più coraggiosi: Francesco Rosi, nato a Napoli il 15 novembre 1922. Si è spento a Roma, dove si era trasferito anni fa dopo aver trascorso la giovinezza nella sua città. Sposato con Giancarla Mandelli, sorella della stilista Krizia, lascia una figlia, l'attrice Carolina Rosi. Il regista sarà celebrato domani mattina in una cerimonia civile dalle ore 9 nella Casa del cinema di Roma. Alle 12 lo ricorderanno i suoi amici più cari.
La sua filmografia è lunga e conta titoli che hanno fatto la storia del cinema italiano. Per citarne alcuni: Salvatore Giuliano (1962), Le mani sulla città (1963), Il caso Mattei (1972), Lucky Luciano (1973), Cristo si è fermato ad Eboli (1979), Cronaca di una morte annunciata (1987). Rosi non ha mai smesso di sentirsi dentro il suo tempo. Una vita vissuta con piglio combattivo, con vitalità e generosità. Come in fondo erano i suoi film. Pochi mesi fa era al Cinema America di Roma, occupato da un pugno di ragazzi appassionati di cinema, per parlare con loro di film, di vita, di politica. Al «discepolo» Tornatore che nel bellissimo libro a quattro mani "Io lo chiamo Cinematografo" (Mondadori 2012) lo incitava a tornare sul set, non rispondeva «sono stanco» ma «il mestiere del regista richiede grande energia fisica e non so se l'avrei più. So invece che in quest'Italia è difficile fare cinema e che la realtà si degrada così in fretta che il suo passo è troppo più frettoloso di quello del cinema. Rischierei di raccontare un paese che già non c'è più».
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