Sarah Moon a caccia della nostra città più nascosta e segreta
La grande professionista francese è tornata a Reggio per completare il suo personale “Diario di viaggio”
REGGIO EMILIA. «È in apparenza una piccola città ma si rivela carica di cultura, di luoghi inattesi. È disseminata di statue, punteggiata di campanili e giardini segreti. È ricca di tracce antiche e nuovi slanci moderni».
È la nostra città, è il paesaggio reggiano, sono i nostri giardini, i nostri musei e la nostra natura. Secondo lo sguardo attento e le parole di Sarah Moon che da Reggio si è fatta “catturare” e che in questi giorni è tornata per un progetto molto ambizioso.
Perfetta alchimista dello sguardo, lei è una delle fotografe, registe e artiste più famose della contemporaneità.
Dalla fotografia di moda alla ricerca artistica, Sarah Moon trova nell’equilibrio tra veglia e sogno, la cifra della sua produzione che supera i confini della fotografia e arriva fino alla realizzazione di film.
Particolarmente noto il suo lavoro fotografico per le maison Cacharel, Dior, Chanel e in seguito per i grandi nomi dell’editoria come Vogue, Elle e Marie-Claire.
È stata anche la prima donna a scattare foto per il calendario Pirelli. Ma oggi è cambiata.
La sua attenzione si è discostata da quel mondo patinato puntando di più sulla natura. L’abbiamo vista alla scorsa edizione di Fotografia Europea.
La rassegna reggiana l’aveva invitata a lavorare sulle collezioni dei Musei Civici cittadini.
E lei, da sempre affascinata dai musei di storia naturale e dai “Cabinet de Curiosités”, aveva accettato con grande interesse.
A tal proposito, in una conferenza pubblica al Teatro Cavallerizza, aveva detto: «Sono rimasta molto colpita dalla varietà ed eterogeneità della collezione dei Musei Civici».
Da quella ricerca erano poi nati gli scatti di Journal de Voyage ospitati nella nuova ala dei Musei Civici, inaugurata proprio in occasione dell’inizio del festival, dopo l’intervento di ristrutturazione curato dall’architetto Italo Rota.
La mostra costituiva una sorta di diario illustrato, un acrobatico “carnet de voyage” dove animali vivi o impagliati dimenticati nelle loro gabbie o in dimore abbandonate sembrano prigionieri dei propri e dei sogni altrui e i reperti sono restituiti con uno sguardo onirico e incantato quasi monocromatico.
E in questi giorni abbiamo rivisto all’opera Sarah Moon per completare quel “Diario di viaggio”, alla scoperta di nuovo della nostra città. Insomma, Reggio torna a essere la sua fonte d’ispirazione.
La grande fotografa francese è infatti impegnata in questi giorni alla ricerca di alchimie e incanto nel tessuto cittadino e in particolare nei suoi giardini e spazi verdi.
Non è stato difficile incontrarla mentre si aggirava a caccia di dettagli, angoli, scorci interessanti. Dice di essere rimasta molto affascinata dall’ex San Lazzaro, poi dalle piazze Fontanesi e San Prospero, dai cortili delle abitazioni, dagli edifici abbandonati.
Una foglia, un’edera arrampicante, la natura che in certi angoli prende il sopravvento, con lei tutto ciò prende nuova forma grazie al suo sguardo incantato.
Questi scatti confluiranno in una preziosa pubblicazione edita da Silvana Editoriale che uscirà e sarà presentata in occasione di Fotografia Europea 2015, dedicata quest’anno al tema “Effetto Terra”.
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