Gazzetta di Reggio

Nel “Giuoco delle parti” vince alla fine l’imprevisto

Nel “Giuoco delle parti” vince alla fine l’imprevisto

Umberto Orsini mattatore della commedia tratta da una novella di Pirandello stasera e domani sul palcoscenico dell’Asioli. Regia di Roberto Valerio

2 MINUTI DI LETTURA





CORREGGIO. Umberto Orsini è il protagonista della commedia "Il giuoco delle parti" tratta da Luigi Pirandello, in scena al teatro Asioli stasera e domani alle ore 21. Con Alvia Reale, Totò Onnis, Flavio Bonacci, Carlo De Ruggieri, Woody Neri, regia di Roberto Valerio.

La vicenda della commedia è nota, i soliti tre: il marito, la moglie, l’amante. Il marito, Leone Gala, s’è separato amichevolmente dalla moglie Silia; egli continua ad essere ufficialmente il marito, ma vive per conto proprio in una casa che è quasi un romitaggio. Ogni sera, tanto per salvare le apparenze, passa dal portinaio della signora, domanda se c’è niente di nuovo e se ne va. Se ne va verso i suoi cari libri e verso le batterie della sua cucina, perché egli coltiva con finezza la gastronomia, e ama comporre salse preziose aiutato dal suo cameriere-cuoco col quale parla di Socrate e Bergson. Mentre il marito prepara gli intingoletti, la moglie fa due cose: continua a tenersi un amante (Guido Venanzi) preso in precedenza; e si annoia. Si annoia perché è libera, sì, ma la sua libertà è relativa. E’ una libertà che il marito le concede e ciò la irrita. Se almeno il marito si disperasse per essere lontano da lei! Se almeno fosse geloso! Se almeno vivesse una vita acre e iraconda! Ma no, lui è tranquillo; è ormai uno spettatore del mondo. La signora Gala, indignata, vuole farlo diventare attore. Al punto che, quando le si presenta una fortuita occasione – l’involontaria ma gravissima offesa fattale da un gentiluomo – progetta di mettere a repentaglio la vita del marito, trascinandolo in un duello.

«La scelta fatta in questo spettacolo – sottolinea il regista Roberto Valerio – è di ricercare il cuore pulsante della commedia nella novella Quando si è capito il giuoco. La novella è il vero, intimo laboratorio artistico di Pirandello; è lì che egli crea i suoi personaggi – impiegatucci, piccoli funzionari statali, contadini – immersi nella realtà sociale “bassa” della Sicilia rurale; è lì che troviamo il Pirandello più genuino e diretto e probabilmente quello più interessante oggi. Le novelle di Pirandello si presentano, in genere, come racconto di una situazione, di un caso, che determina uno scarto, uno strappo, un momento di crisi nella vita ordinaria di un personaggio. . Di solito l’incipit coincide con l’epilogo (il racconto inizia dalla fine) oppure con il momento di crisi; poi si assiste a un movimento all’indietro (flashback) volto a ricostruire i fatti. Non si arriva tuttavia a una verità oggettiva , ma solo a una verità soggettiva, del personaggio, o del narratore.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google