Riapre la discoteca Exodus, il primo ospite è Smaila
Patron Dacci: «Puntiamo su una proposta musicale molto diversificata. Dal revival anni ’70 all’afro e alla techno, crediamo molto in questo progetto»
GUALTIERI. «Vogliamo dare una scossa, con una proposta che possa attirare tante persone. La storia dell'Exodus non è finita, tutt'altro». Giovanni Dacci, patron della storica discoteca di Gualtieri, mostra fiducia nel futuro del suo locale e dell'intrattenimento nella zona reggiana. Questa sera venerdì 16 – dopo un buon avvio a Capodanno – riprendono le danze con un ospite in grado di richiamare grande pubblico: Umberto Smaila, col suo repertorio musicale e l'alone di “fascino” da vita vissuta che porta con sé. «E non sarà l'unico nome importante che chiameremo nei prossimi mesi, avremo ospiti di rilievo per gli appassionati di afro e techno, oltre che sul revival '70/'80 su cui stiamo lavorando» racconta sempre Dacci.
Nuova vita quindi per l'Exodus (ora Exodus 501) dopo le “campane a morto” del 2014, quando la fine della lunga ed apprezzatissima esperienza del Tempo Rock aveva fatto pensare alla chiusura o quantomeno ad una forte riduzione delle attività per l'enorme locale di Gualtieri, da decenni riferimento per migliaia di persone sia sul versante emiliano che quello lombardo. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.10667530:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.10667530:1649470931/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«E invece le attività proseguono, con proposte diverse da loro ma che stanno dando tutte soddisfazioni. E anche lo stesso Tempo tornerà all'Exodus, per qualche appuntamento» prosegue Dacci. Le difficoltà ci sono state ma il peggio sembra passato anche se «le sofferenze economiche e la crisi si fanno sentire e dopo tanti anni di proposta simile forse c'era anche un poco di stanchezza da parte del pubblico. Per questo stiamo cercando di variare il più possibile, sfruttando le potenzialità del locale, che con le sue dimensioni ci permette di lavorare su tanti fronti».
Qualche nome in programma? «Avremo Yano, numero uno della musica afro in Italia, e stiamo lavorando per protagonisti importanti della scena techno. La varietà, l'offrire una proposta eterogenea che possa accontentare molte persone è la chiave per il futuro: ripeto, vogliamo dare una scossa e cercheremo ogni strada per fornirla».
E la prima scossa è venerdì dalle 21 in poi con Umberto Smaila. Smaila è un’ icona del revival, dagli anni '70 ai primi '90, porta con sé il ricordo di Colpo Grosso e di gratificazioni alte, come il conclamato apprezzamento del regista Quentin Tarantino, fans dichiarato dello Smaila autore di colonne sonore cinematografiche.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:tempo-libero:1.10667788:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.10667788:1649470931/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
L’Exodus si trova al numero 82 della Statale 63 a Gualtieri: è un enorme complesso costruito oltre 40 anni fa. Ha una capienza complessiva superiore alle quattromila persone, spalmabili nei tanti spazi interni. Sono tre le piste principali, mentre gli altri locali vengono usati per bar e animazioni. All’esterno, oltre a un ristorante, si trova un ampio parcheggio, «gratuito e sempre custodito, è un servizio in più che vogliamo offrire alla nostra clientela» sottolinea Giovanni Dacci.
Negli ultimi vent’anni l’Exodus è stato associato principalmente al Tempo Rock, marchio che qui ha ospitato migliaia di giovani e numerosi concerti. La nuova gestione vede alla guida Dacci e alcuni altri soci, con competenze diverse: «io sono quello che si occupa della proposta musicale, degli eventi, visto che abbiamo gli spazi per proporre molte cose. I miei soci si occupano maggiormente della gestione del locale».
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