Gazzetta di Reggio

Il giardino segreto di Caroline tra arte e “stanze” fiorite

di Giulia Bassi
Il giardino segreto di Caroline tra arte e “stanze” fiorite

Atmosfere fiabesche all’ombra di Villa Arnò in un luogo creato con passione e competenza

3 MINUTI DI LETTURA





ALBINEA. È un giardino segreto vero e proprio, nel senso che lo si vede soltanto dal suo interno, quando si è già fagocitati da quella meraviglia. Per questo costituisce un’esperienza da provare, la visita al Giardino del Castelletto di Villa Arnò ad Albinea, ideato ed organizzato dieci anni fa da Caroline Salomon, belga, moglie di Nicolas Arnò Schmitt.

Un altro luogo della nostra provincia di cui non si sa dell’esistenza; in compenso fuori è conosciuto, anche per gli ampi servizi apparsi in questi anni sulle più importante riviste specializzate. Si trova a lato dell’elegante edificio del secondo ottocento, la cui impronta neogotica gli regala un’aura fiabesca.

«Il primo proposito, quando ho pensato al Giardino – spiega la Salomon con un elegante accento francese – è stato quello di realizzare una creazione che rispettasse il verde esistente e si inserisse perfettamente nel contesto storico. Anche per questo ho chiamato la progettista Silvia Ghirelli la quale ha messo mano all’impianto generale, disegnando gli spazi. Io ho poi scelto le piante, cercando di alternare e mescolare colori e profumi».

La nascita di questo Giardino coincideva con l’esplicarsi fino in fondo di una passione da inguaribile pollice verde che Caroline ha sempre avuto; in ogni caso ha colto l’occasione per studiare ed approfondire, tanto è vero che il piacere della visita è esaltato da spiegazioni puntuali ed approfondite che rivelano entusiasmo, ma anche una preparazione comprendente notizie sulle piante e i fiori di tipo scientifico e culturale. A questo proposito basta sentire le “storie” legate alle rose di cui esistono circa 100 varietà tra antiche e moderne.

Una fra tutte, il grande arbusto della rosa Costance Spry che fa parte delle rose inglesi “ibridata” da David Austin che adesso ha 85 anni, sottolinea con soddisfazione la Solomn- oppure la Rosa Bankisae, scoperta in Oriente intorno alla prima metà dell'Ottocento.

«Peculiarità del Giardino è la sua divisione in zone per avere qualcosa di caratteristico per ogni periodo dell’anno. Adesso in gennaio ci sono le piante a fioritura invernale, (Daphne, Chimonanthus praecox); non sono appariscenti, ma i profumi sì, basti pensare al Calicanthus; poi ci sono le bacche variopinte. A seguire, in febbraio i bulbi si preparano a sbocciare con gli ellebori che annunciano la Primavera».

La Salomon ha concepito gli spazi del suo Giardino come “stanze” ognuna della quali comprende, ad esempio, una fascia di colori in armonia; ha inteso organizzarlo all’inglese con un percorso a sorpresa fino all’estremo limite in cui sorge il “giardino selvaggio (naturale)”, quello che non va curato; ben separato vi è anche l’orto dotato di alcuni alberi da frutto.

«Arrivando in questo giardino non si ha subito una panoramica generale, ma viene presentato un percorso che invita alla scoperta». Per quanto riguarda i numeri, esso presenta più di 30 varietà di hydrangee (ortensie) e di peonie (arbustive ed erbacee), una quindicina di varietà di viburni, circa 40 varietà diverse di graminacee (miscanthus, pennisetum,…), oltre a svariate piante perenni, arbusti, bulbi annuali.

Durante il percorso è facile incontrare buffi spaventapasseri oppure sculture realizzate con rami di salice o buffi animali. Si tratta per lo più di opere prodotte come attività laboratoriale dall’associazione “Arte in Orto” che la Salomon ha istituito per valorizzare il Giardino.

“Arte in Orto” é nata nel 2011 e adesso raggruppa amanti dell’arte e del verde in generale, avendo in comune una visione del giardino come forma d’arte, parte del patrimonio culturale del territorio.

GUIARDA LA FOTOGALLERY

SUL NOSTRO SITO

WWW.GAZZETTADIREGGIO.IT

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google