Gazzetta di Reggio

MOSTRE

Satira e "inediti" di guerra a Palazzo Casotti

Silvia Parmeggiani
Satira e "inediti" di guerra a Palazzo Casotti

Ultimo giorno per visitare tre esposizioni in una sul primo conflitto mondiale. Un grande successo di pubblico, ora l’allestimento parte verso altre città

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REGGIO EMILIA. Calamai ricavati da moschetti, pentole o bracieri per scaldare il letto da elmetti militari, bossoli e proiettili utilizzati come ciondoli portasantini, cinture militari trasformate in campanacci per bestiame.

Tutto l'armamentario militare, al termine del conflitto mondiale, è stato riciclato e adattato all’uso domestico e quotidiano delle tante famiglie che si accingevano a ricominciare la loro vita da sopravvissuti al primi conflitto mondiale.

È questo che si potrà vedere ancora oggi – fino alle 13 – a Palazzo Casotti, per una mostra assolutamente originale, la prima in assoluto per genere in Italia a raggruppare tanti diversi punti di vista sulla Grande Guerra.

Tre mostre in una (“Dalla guerra alla pace. Materiale bellico della Grande guerra riutilizzato per la vita civile”, “La guerra di carta.

Giornali originali dei Paesi belligeranti 1914 – 1919” e “Manifesti della Grande Guerra”) dove gli oggetti bellici riciclati a uso comune sono solo una parte del percorso espositivo a cui si aggiungono ritagli di giornali dell’epoca, italiani e non, e manifesti dei tempi della Grande Guerra. Una mostra prorogata di una settimana visto il grande afflusso di visitatori e che per la sua particolarità ora verrà riproposta anche in altre sedi italiane.

«La prossima tappa sarà a Castenaso, nel bolognese, dal 7 febbraio al primo marzo – spiega uno dei curatori, Roberto Zalambani – e presto usciranno anche le altre date delle tappe italiane di questa grande esposizione che, in pochissime settimane, ha riscosso un notevole successo. L’11 gennaio, ultimo giorno di mostra secondo il primo calendario, abbiamo dovuto far uscire tutti e chiudere le luci di Palazzo Casotti per evitare che entrasse altra gente».

Sono stati i “temi” i punti di forza di questa “mostra tre in uno”.

«Gli oggetti di guerra riciclati per l’uso quotidiano hanno certamente suscitato molta curiosità – spiega Zalambani – per non parlare dei manifesti e dei giornali dell’epoca. Molte famiglie, molti storici e curiosi hanno voluto vedere coi loro occhi questo materiale esclusivo». Zalambani, poi, fa un altro riferimento al giorno in cui la mostra si sarebbe dovuta chiudere. «Proprio l'11 gennaio in piazza Prampolini si stava svolgendo la manifestazione #JesuisCharlie e molti manifestavano anche per la libertà di pensiero. Ecco, mentre Reggio era in prima fila per la libertà di pensiero, mostrare per la prima volta la stampa satirica dell’epoca, che ironizzava sulle tragedie della guerra e sui giochi del potere, ha avuto certamente un impatto forte sui nostri visitatori».

La mostra, curata da Zalambani, Angelo Nataloni e Bruno Zama è aperta ancora oggi fino alle 13 a ingresso gratuito.
 

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