La scuola locale e la sua storia in un libro di Tamagnini
CARPINETI. Sabato, alle 18, nella struttura coperta di Parco Matilde a Carpineti, è in programma la presentazione del libro “Un direttore, una scuola, un territorio”, corposa opera di Sergio...
CARPINETI. Sabato, alle 18, nella struttura coperta di Parco Matilde a Carpineti, è in programma la presentazione del libro “Un direttore, una scuola, un territorio”, corposa opera di Sergio Tamagnini, sulla storia della scuola popolare, materna ed elementare a Castelnovo Monti dal 1945 al 2010. All’incontro interverranno rappresentanti dell’amministrazione comunale, Luciano Rondanini dirigente del Provveditorato agli Studi di Piacenza, Clementina Santi presidente dell’associazione Scrittori Reggiani, Alma Zanni responsabile della Fa.Ce, Giuseppina Gentili dirigente dell’Istituto comprensivo di Carpineti – Casina e naturalmente l’autore. Tamagnini è stato dirigente scolastico alla direzione didattica di Castelnovo per 31 anni, dal 1979 al 2010. In pensione da pochi anni, ha dato alle stampe questo libro, che non attinge soltanto alle sue ricche esperienze personali, ma che, anche attraverso ricerche storiche e di archivio, ripercorre la storia delle istituzioni scolastiche locali a partire dall’immediato dopoguerra e fino ai giorni nostri.
Un percorso che segna profondi cambiamenti non solo della scuola, ma anche della società, dei paesi, delle attività e della distribuzione della popolazione in Appennino. «Ripercorrere questa storia della scuola è stata un’esperienza davvero coinvolgente e interessante _ racconta Tamagnini _ Ovviamente a ciò si sono mescolati i miei ricordi personali, ma la cosa che reputo più interessante sono i cambiamenti sociali che emergono da questo percorso. Ad esempio, subito dopo la guerra solo a Castelnovo capoluogo frequentavano le scuole elementari 1500 bambini. Oggi sono circa 600. Alla fine degli anni ’50, nel territorio comunale, c’erano 26 scuole, anche nelle frazioni più piccole, spesso in normali case, perché ogni frazione aveva un numero sufficiente di bambini per reggere tali piccoli istituti. Interessante è stata anche la nascita e la diffusione degli asili: i primi sono stati quelli parrocchiali, e anche in questo caso alcuni hanno visto la luce in piccole frazioni. E poi, anche queste fin nelle piccole frazioni, c’erano numerose scuole serali o estive, per permettere ai tanti adulti che non avevano la licenza elementare di migliorare il loro livello culturale. Erano famiglie di mezzadri, di braccianti, e la cosa che colpisce è vedere come non solo in alcune di queste frazioni non ci siano più bambini, ma che piccoli paesini, specialmente del crinale, siano oggi completamente disabitati e di fatto scomparsi».
Alla presentazione seguirà lo spettacolo musicale dei ragazzi della Fa.Ce. e un piccolo rinfresco offerto dall’associazione “Carpineti da Vivere”.
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