Marco Ligabue lancia il brano #ilsilenzioèdolo
Una canzone scritta a più mani e l’hashtag per sensibilizzare giovani e anche politici
CORREGGIO. Palermo, 19 ottobre 2014. È qui che Marco Ligabue, al termine dell’ultimo concerto del suo tour, conosce per caso un giovane ventenne di Villabate. Si mettono in disparte, parlano del più e del meno, il giovane che è praticante giornalista gli racconta com’è fare la sua professione in Sicilia. «Sai qui non è facile scrivere di cose belle, ma la Sicilia non è solo mafia, non è solo omertà, non è solo silenzio.
La Sicilia è anche una bella terra con delle belle storie». È così che Ismaele La Vardera, presidente dell’associazione nazionale “Verità Scomode”, ventuno anni, palermitano e inviato dell’emittente televisiva Telejato, si presenta a Marco Ligabue. E sarebbe finita lì ma...
«Ma questa sua storia – spiega il cantante – continuava a girarmi nella testa e ho pensato di scriverci una canzone». Nasce così “Il silenzio è dolo”: il brano è stato presentato ieri, in anteprima assoluta, nella sala stampa di Montecitorio, a Roma, in collaborazione con la Nazionale Italiana Cantanti, da 34 anni impegnata nel sociale e da 20 anni fortemente legata a progetti di legalità. Il brano farà parte del secondo album da solista del rocker correggese. «Non è solo un brano musicale – per dirla con le parole dell’artista – ma un progetto sociale dedicato a chi si batte per sconfiggere la mafia e l’omertà; dedicato a chi vuole raccontare l’altra faccia della Sicilia».
“Il silenzio è dolo” è una canzone di denuncia contro tutte le mafie, vuole essere una forma di riscatto per milioni di giovani che provano ad alzare la testa. Si tratta di un progetto scritto e interpretato a più mani per una causa comune.
«La bellezza di questo progetto – aggiunge il cantante – è che è collettivo. Per realizzarlo ho chiamato due amici, entrambi bravissimi artisti siciliani, Lello dei Tinturia e Othelloman, che mi hanno aiutato nella stesura. Altro passo non indifferente è stato il sostegno del giudice Nino Di Matteo (che dal 2012 è anche presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, ndr), del giornalista Pino Maniaci direttore di Telejato, del giovane Ismaele La Vardera e della testimone di giustizia Valeria Grasso, oltre alla partecipazione di giovani e cittadini siciliani nella realizzazione del videoclip».
Una canzone che verrà trasmessa da domani e che, poi, uscirà dalle radio per entrare nelle aule delle università e che ci si aspetta abbia un traino virale non indifferente. Chiunque potrà girare un video per la causa (guardando la camera dello smartphone con uno scotch sulla bocca per poi strapparlo e urlare “il silenzio è dolo”) o pubblicando i propri scatti e i messaggi su Instagram, Twitter e Facebook con l’hasthag #ilsilenzioèdolo.
«Credo che le canzoni non possano cambiare il mondo ma di certo possono essere parte di quelle piccole cose che fanno la differenza. E adesso che abbiamo presentato il brano – spiega Ligabue – siamo pronti a diffondere il messaggio e sensibilizzare il più possibile, con tutti i mezzi che abbiamo».
Gli artisti invitano la classe politica, anche attraverso una raccolta firme online, a rendere sempre aggiornato e pubblico un database di tutti i beni mobili, immobili, comparti aziendali e gli importi dei conti corrente posti sotto sequestro per mafia e che venga reso pubblico il percorso del bene: da sequestro a confisca, da confisca a confisca irrevocabile ecc. Perché, dice bene Ismaele La Vardera, «Per 5.000 mafiosi non può essere infangata la nomea di un intero popolo. Le mafie sono un problema di tutta l’Italia».
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