Nel “Malato immaginario” Gioele è l’ipocondriaco Argan
Al Boiardo va in scena il capolavoro di Molière con la regia di Shammah Scenografia essenziale e scarna, dominata da una sola poltrona rossa
SCANDIANO. La nuova stagione teatrale del Boiardo di via XXV Aprile 3, prosegue con uno dei grandi classici della prosa, “Il malato immaginario” di Molière, che domani sera alle 21 vede nel ruolo del protagonista, l'ipocondriaco Argan, Gioele Dix in una produzione Teatro Franco Parenti di Milano.
Lo spettacolo propone il capolavoro di Molière partendo da quel “Malato” che agli inizi degli anni ’80 irruppe nel teatro italiano confermando Andrée Ruth Shammah come regista, insieme a uno straordinario Franco Parenti nel ruolo del protagonista. Nei panni del malato confinato in una sorta di limbo odoroso di unguenti e medicinali, la regista sceglie oggi Gioele Dix, attore in grado d’interpretare con intelligenza e ironia, la paura e la solitudine del nostro tempo.
Al suo fianco ci sarà Anna Della Rosa, nei panni di Tonina, capace di amare il padrone secondo i suoi umori e subirne le invettive: la quotidianità tra immaginazione e nevrosi. Pluripremiata attrice della scuola di Luca Ronconi e Massimo Castri, la Della Rosa ha lavorato con i grandi del teatro non solo italiano, tra i quali Peter Stein, Marco Bellocchio, Nanni Garella. E' stata protagonista in “Trilogia della villeggiatura” diretta da Toni Servillo e in “Black Bird” diretta da Lluis Pasqual. Nella “Grande Bellezza” di Sorrentino è la ragazza esangue.
La regista Shammah propone un Argante «senza tempo e di tutti i tempi» privo di convenzioni, in tensione continua, costruendo con la parola e la sua densità tragicomica, un doppio livello di angoscia esistenziale e gioco teatrale. Si tratta di un omaggio al grande attore, ma anche una necessità della regista di riprendere oggi il “suo” Malato per rappresentare le fragilità dell’uomo, la consapevolezza del disagio, del bisogno di difendersi dal mondo esterno e di fuggire le responsabilità dell’esistenza, in una consonanza col presente, con l’irreversibile condizione della perdita di fiducia in se stessi e nei propri simili. L’impianto scenico resta quello di Fercioni: privo di tendaggi, di segnali di benessere borghese e di eleganze barocche. Una stanza di tulle nero, inscatolata in una cornice grigia e dominata dalla rossa poltrona del malato. Sul palco al fianco dei due protagonisti ci saranno anche Marco Balbi, Valentina Bartolo, Francesco Brandi, Piero Domenicaccio, Linda Gennari, Pietro Micci, Alessandro Quattro, Francesco Sferrazza Papa.
Informazioni. Biglietti: intero 18 euro, ridotto 16 euro (fino 29 anni, oltre i 60 anni, abbonati rassegna del cinema, soci Coop), telefono 0522 854355.
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