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“Tramps & Thieves” blues e rock dal sapore reggiano

“Tramps & Thieves” blues e rock dal sapore reggiano

REGGIO EMILIA. Radici blues, echi dei Black Keys e del classic rock americano, ma con i piedi saldamente piantati nella pianura emiliana e nelle nebbie reggiane di questo inverno padano. Sono i Four...

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REGGIO EMILIA. Radici blues, echi dei Black Keys e del classic rock americano, ma con i piedi saldamente piantati nella pianura emiliana e nelle nebbie reggiane di questo inverno padano. Sono i Four Tramps, band reggiana che domani pubblicherà “Tramps & Thieves”, opera prima registrata ai Vox Studios di Reggio, autoprodotta e pubblicata dalla ferrarese New Model Label, per completare il marchio tutto emiliano del progetto. Il castellese Simone Montruccoli (voce, armonica e chitarra), il correggese Davide Guzzon ( chitarra) e i reggiani Elia Braglia (basso) e Joe Osiris (batteria): questi i quattro “barboni” del rock reggiano, traducendo il loro nome dall’inglese. Un omaggio alle radici popolari del classic rock e del blues, che assieme a una vena punk e garage costituisce gli assi sonori su cui si sviluppa il sound del gruppo, che cementa il tutto con un sano gusto per rock classico, un suono che dagli anni ’70 ad oggi “sa di casa” per tutti gli amanti della musica, da Elvis ai Black Rebel Motorcycle Club.

La band nasce nel 2011 in completo spirito self-made e dopo alcuni demo distribuiti nel circondario reggiano e numerose performance live, nel febbraio 2014 prende luce il primo vero album del gruppo reggiano, che sarà ora pubblicato .

Il loro suono è un viaggio ideale, dal Mississippi alla pianura del Po, passando per Detroit e Nashville, dove si tinge così di influenze elettriche e sudiste. Muddy Waters, Stones, Eagles, Son House, Doors, The Who ma anche Jack White o ZZ Top o ancora qualche dimenticato gruppo texano da qualche oscura raccolta garage dei 60’s. Sono questi alcuni dei riferimenti che vengono alla mente ascoltando questo esordio, “Tramps & Thieves”, un album ricco e vario, il giusto preludio alle performance live della band emiliana.

L’album. Dodici tracce che raccontano «il viaggio degli ultimi – scrive la band - di chi non ha più’ il controllo della propria vita, di chi lotta col proprio demonio e di quelli a cui è stato portato via tutto (un lavoro, una casa, una donna, la dignità). Tra finzione e realtà dagli anni ’30 ai nostri giorni, il rock che prende forma dalle ceneri di quel caldo blues che accende gli animi e brucia i cuori…e la bottiglia sempre lì a guardarti».(d.v.)

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