Hoffman, opera da applausi
L’ultima replica di “Les Contes” oggi alle 15.30 al Valli
REGGIO EMILIA. Almeno un merito incondizionato questa messa in scena dei Racconti di Hoffmann – per la prima volta a Reggio – l’ha avuto. Riguarda la versione scelta per la rappresentazione: non la solita edizione Choudens del 1907, che aggiungendo musica ed eliminandone dell’altra, non rispettava le volontà di Offenbach. Ma le ultime due edizioni critiche la Kaye e la più recente Keck che recupera tutta la musica originale, un fiume di note (e quelle giuste) all’indirizzo di cantanti, possibilmente validi e resistenti, per realizzare grasse melodie, sinuose arie sostenute da accompagnamenti ben torniti, alcuni trascinanti cori. Con questa dovizia di materiale, il compositore ha illustrato le tre storie legate alle donne amate da Hoffmann. Sono trame sconnesse fatte di ricordi e di fantasmi che prendono corpo nell’osteria di Mastro Luther, resa qui dallo scenografo Fabio Cherstich come una stanza opprimente un po’ sinistra, incartata di verde in stile Biedermeier con un riferimento al periodo in cui è stata scritta l’opera. È il cuore di uno spettacolo profondamente tradizionale del regista Nicola Berloffa, vivificato a dovere dalle fascinose luci di Luca Antolini. Punto di forza si pone la compagnia di canto, valida anche senza il bravo Giorgio Berruggi nei panni del poeta; in sua vece Marc Laho se l’è cavata piuttosto bene. Parimenti, il soprano Maria Katzarava, interprete di Stella, Antonia e Giulietta, ha voce in esubero, ben timbrata e molto estesa, ma a volte inutilmente sforzata. La bambola Olympia di Elisa Cenni, si lascia apprezzare e pur non essendo eccessivamente caricata e poco metallica, procede sicura verso le zone più impervie. Si distingue ancora Oreste Cosimo in Nathanael / Cochenille, ma svetta su tutti, anche perché si pone come un provetto attore, Simone Alberghini chiamato ad interpretare i quattro personaggi mefistofelici: Lindorf, Coppelius, Dr Miracle e Dapertutto. Lo fa con generosa capacità introspettiva dando risultati eccellenti; ipnotizzante, anche per il contesto, il suo “Scintille, diamant”, mentre l’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna, come il Coro del Teatro Municipale di Piacenza si destreggiano con disinvoltura guidati da Christopher Franklin. Convinti gli applausi del pubblico. Oggi l’ultima alle 15.30.
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