Gazzetta di Reggio

CINEMA

Al Boiardo a tu per tu con il regista e l'attrice di Hungry Hearts

Al Boiardo a tu per tu con il regista e l'attrice di Hungry Hearts

3 MINUTI DI LETTURA





SCANDIANO. Incontro con Alba Rohrwacher e Saverio Costanzo, dopo la proiezione del film “Hungry Hearts”. L’attrice e il regista domani sera, giovedì 5 febbraio, (ore 21) saranno al cinema teatro Boiardo.

Uscito nelle sale da pochi giorni il film approda a Scandiano: un’opera che ha già fatto molto parlare di sé fin dalla presentazione al Festival del Cinema di Venezia, dove tra l’altro ha ottenuto importanti riconoscimenti come la Coppa Volpi a entrambi gli interpreti, Alba Rohrwacher ed Adam Driver.

Proprio Rohrwacher, e con lei il regista Saverio Costanzo, saranno presenti alla serata, per un incontro con il pubblico al termine della proiezione, assolutamente di eccezione.

Afferma l'assessore comunale ai Saperi Alberto Pighini: «Questo secondo incontro all’interno della rassegna cinematografica 2014-2015, dopo quello realizzato nei mesi scorsi con Pupi Avati, conferma l’impegno dell’amministrazione nel far sì che il Teatro Boiardo si caratterizzi sempre più come un luogo di riferimento culturale importante, che non si limita solo al territorio scandianese. Siamo contenti di poter ospitare due rappresentanti così importanti del cinema italiano che hanno avuto riconoscimenti internazionali. Questo è possibile anche grazie alla fattiva e puntuale collaborazione con Ert-Emilia Romagna Teatro Fondazione».

Il film di Costanzo parla di disagio, malessere esistenziale, temi che sono da sempre al centro del suo cinema (In memoria di me, La solitudine dei numeri primi), e anche in quest’opera prende le mosse da situazioni quotidiane per esplorare una vicenda che dopo gli iniziali toni leggeri arriva a sfiorare il thriller.
Il film trae ispirazione dal romanzo “Il bambino indaco” di Marco Franzoso.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:tempo-libero:1.10793630:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.10793630:1649458479/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Spiega Costanzo: «Quando ho letto il libro sentivo che era una storia che potevo raccontare, ma mi sembrava ci fosse troppa violenza. Però ogni tanto sono tornato a pensarci e un giorno questo pensiero è diventato la prima scena. La sceneggiatura è andata avanti con una scrittura naturale, semplice. Questa è la storia estrema di un’ossessione d’amore che una madre non riesce a gestire. Se si entra in un’ossessione non si controllano le azioni. Questa madre non sa che fare di tutto l’amore da dare al bambino. Non riesce a contenere il miracolo di cui si rende capace, la maternità. È un’idiozia darla per scontata. Si dice: la donna fa i figli, l’uomo no. E finisce lì. Per quanto mi riguarda ho cercato di raccontare la vita dei personaggi senza giudicarli, con tenerezza, con dolcezza. Per me è stata una catarsi, un esercizio: riuscire a guardare me stesso con più amore e tenerezza. È stata questa la sensazione predominante quando ho finito di leggere il romanzo, e vorrei che lo spettatore guardando il mio film provasse lo stesso, e riuscisse così a liberare le proprie emozioni».

Aggiunge Rohrwacher: «Nel personaggio di Mina l’amore si trasforma in un’arma a doppio taglio. È un amore che finisce in ossessione, Mina agisce nel bene, ma finisce per fare del male. Quando ho letto la sceneggiatura ho capito che per me poteva essere un’esperienza molto forte. Ciò che rimane di Mina, il tratto principale del suo personaggio, è un sentimento d’amore che diventa pericolo».

Il film sarà in programmazione al Boiardo anche nelle serate del 6, 7, 8 e 9 febbraio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google