Mora e l’arte naive conquistano la copertina di Tribune
Il magazine del New York Time dedica un ampio servizio alle “case dipinte” in Abruzzo dall’artista guastallese
GUASTALLA. L’arte naive diventa, di colpo, internazionale. E lo fa tramite il magazine (The Express Tribune) pubblicato in lingua inglese in Pakistan con la partnership del prestigioso New York Times. Un suo cronista ha cercato e trovato, in Italia, una mèta al di fuori dei tipici itinerari turistici, approdando ad Azzinano, cioè in un piccolo paese abruzzese (164 anime) dai “muri dipinti” ai piedi del Gran Sasso. I colori sgargianti nonché la freschezza espressiva di uno dei murales lì creati dal pittore naif guastallese Franco Mora hanno conquistato la prima pagina della pubblicazione domenicale di uno dei più famosi giornali al mondo. Una bella soddisfazione che arriva come inaspettato “premio” per l’artista naif che dal 1974 si propone come ambasciatore della pittura “ingenua”, facendo il giro d’Italia proprio con i suoi murales, decisamente un aspetto non secondario della sua fantasiosa creatività.
Ad Azzinano, sui muri delle case, sono stati rispolverati dagli artisti i giochi di una volta: un lavoro paziente e coinvolgente al tempo stesso, partito all’inizio degli anni Duemila, che costituisce – come sottolinea il giornalista Fazal Khaliq del magazine – un museo all’aperto, visitabile gratuitamente in qualsiasi momento dell’anno. “Le persone hanno tanto bisogno di sognare – spiega il pittore Franco Mora alla Gazzetta – e me ne parlano mentre dipingo fra loro. Nel murale metto le emozioni che provo ed i soggetti che ho in mente in quel preciso momento. Quando mi trovo davanti ad un muro bianco, su un’impalcatura, non dipingo quello che vedo, ma quello che ho dentro. Ritengo che fare arte in mezzo alla gente è cultura. E poi mi piace portare la creatività naive dove non è conosciuta». Mora, con la sua espressività ha, quindi, trovato uno sbocco importante in metri e metri quadrati di superfici («Facendo rivivere antiche mura che non hanno né voce né storia» come rilevò un intellettuale dalle mille sfaccettature come Cesare Zavattini) ed è diventato con gli anni un autentico globetrotter dei maxi dipinti all’aperto (150 sparsi per l’Italia). Affreschi colmi di gioia di vivere, per distogliere dai cupi pensieri. Come accadde proprio ad Azzinano nel 2009, quando Mora portò l’allegria delle sue pennellate nella piccola frazione di Tossicia (Teramo) “ferita” dal terremoto che quell’anno sconvolse l’Abruzzo: «Negli occhi di tutti – rimarca il pittore naif – vidi la voglia di ricominciare, ma anche la paura che potesse succedere ancora qualcosa di grave. Ridare speranza era il mio obiettivo. Credo nella forza della pittura e una ventata di colore e fantasia può davvero aiutare l’animo, anche nelle situazioni più difficili».
Le “pareti che raccontano” di Azzinano vengono ben descritte nel magazine, con foto mirate sulle tappe salienti e gli scorci più suggestivi del percorso scelto dal giornalista che parla di paesaggio urbano caratteristico, di cultura rurale, di murales che fanno pensare a quanto fecero nei tempi passati i maestri italiani sui soffitti delle chiese e sui muri dei palazzi. Un’Italia che sa ancora sorprendere, proprio come l’arte naive.
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