Gazzetta di Reggio

«È fondamentale riflettere sulla vita e la nostra memoria»

di Giulia Bassi
«È fondamentale riflettere sulla vita e la nostra memoria»

Gullotta protagonista di “Prima del silenzio” come fu Valli «Sono felicissimo di recitare nel teatro a lui intitolato»

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REGGIO EMILIA. La notte del primo febbraio 1980, Romolo Valli usciva dal Teatro Eliseo di Roma dopo aver recitato “Prima del silenzio” di Giuseppe Patroni Griffi con la regia di Giorgio De Lullo. Rientrava a casa stanco, ma contento del successo dello spettacolo. Morì in un incidente sull’Appia Antica.

Ora quel testo è stato ripreso da Leo Gullotta per la regia di Fabio Grossi e portato in diverse città italiane. Questa sera (ore 20.30) e domani (ore 15.30) va in scena nel nostro teatro municipale. «Prima del Silenzio inchioda lo spettatore che si riappropria della riflessione verso la vita – spiega Gullotta – la vita è parola, prima del silenzio e così lo spettacolo fa aprire i cassettini dell’anima. Sono due anni che è in tournée e fino ad ora è stato visto da 40mila persone. L’idea nasce dalla mancanza di memoria che questo Paese porta con sé verso certi grandi personaggi del mondo dell’arte in particolare; tale mancanza azzera tutto. Il ricordo va all’autore Patroni Griffi scomparso nel 2005, insieme a lui Romolo Valli che interpretò questo testo 33 anni fa. Io sono strafelice di essere nel teatro a lui intitolato, anche se nonostante i miei 54 anni di carriera, non ho avuto l’occasione d’incontrarlo. E mi dispiace» “Prima del silenzio” andò in scena per la prima volta all’Eliseo per la regia di Giorgio De Lullo e, con Valli, c’erano Fabrizio Bentivoglio, Fulvia Mammi, Franco Scandurra e Matteo Corvino. Si consacrava la forza della parola, nella quale Patroni Griffi aveva tanto creduto, per rappresentare il binomio tra la generazione adulta, che scontava gli errori del passato e quella dei giovani, con gli errori del futuro. «Chi l’ha scritto, ha visto nel futuro – prosegue Gullotta – a partire dal disfacimento dei valori. Non sembra scritto oggi, ma domani! E’ inquietante pensare che Romolo Valli stesse recitando questa pièce e dopo ha avuto l’incidente stradale che gli fu fatale ».

In scena ci sono un uomo e un ragazzo; entrambi i personaggi sono, significativamente, senza nome. Il primo è un intellettuale in fuga dal suo mondo di apparenti certezze, la moglie, i figli, il lavoro. Il secondo è il simbolo di una “disordinata libertà” alla ricerca di certezze. Tra i due un confronto senza esclusione di colpi, dove emergono gli incubi del primo e le ansie del secondo. «La scelta di questo testo di Patroni Griffi – prosegue – unita all’omaggio al grande protagonista, fa parte di una serie di miei spettacoli che si ricollegano alla doverosa memoria verso illustri interpreti: come Aroldo Tieri di L’uomo, la bestia a la virtù, Alberto Lionello di Il piacere dell’onestà, o Tino Buazzelli di Le allegre comari di Windsor». Gullotta incanta con il suo entusiasmo e la profondità della sua riflessione che tocca anche il suo essere attore dotato delle grande capacità di affrontare egregiamente non solo il palcoscenico. «L’attore è un interprete che per formazione deve essere espressivo nei diversi generi dal cinema al teatro. Diversamente sarebbe come un medico che sa curare solo l’influenza ma non conosce il corpo umano. Non può essere! Eppure in Italia si continua a suddividere in maniera dubbia: questo è un attore comico o tragico o televisivo e così via».

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