“Sandro Pertini” piace e viaggia per mezza Italia
Il regista: «La sua attualità: non confuse mai la vita privata con quella pubblica» In programma altre dodici date tra le quali ci sono tappe a Bolzano e a Gorizia
REGGIO EMILIA. Sono due le grandi passioni, il teatro e l’impegno civile, ad animare il gruppo di artisti che ha dato vita allo spettacolo dedicato al presidente della Repubblica più amato dagli italiani: “Sandro Pertini. Gli uomini per essere liberi”. Molto più di un reading, ma un viaggio in parole, musica e immagini che ripercorre la vita del grande statista e uomo. Novanta minuti che tengono incollati lì, muovono nel pubblico sentimenti e reazioni vivaci e commuovono. Inevitabile il confronto tra gli insegnamenti e gli esempi dell’uomo che fu presidente della Repubblica tra il 1978 e il 1985 e quanto si vede succedere intorno a noi al giorno d’oggi. Come accaduto venerdì sera al teatro Itc di San Lazzaro di Savena a Bologna. A parlarne è l’ideatore e regista Gianni Furlani. Sul palco Mauro Bertozzi, voce recitante, e i musicisti Tiziano Bellelli ed Emanuele Reverberi, con Gualtiero Venturelli per gli inserti multimediali.
Come è andata a Bologna?
«Molto bene. Il teatro era pieno (160 spettatori) e il pubblico partecipe e commosso. Tutti hanno apprezzato e anche con gli organizzatori alla fine siamo rimasti a parlare e confrontarci su diversi interventi e situazioni che hanno riguardato Pertini».
Lo spettacolo sta avendo molto successo. Quante rappresentazioni finora e quali le prossime tappe?
«Con questa siamo a sette date già fatte. E diverse altre ora sono già programmate (12 spettacoli già fissati fino al 23 giugno prossimo al teatro Manzoni di Vezzano, ndr)».
Un vero e proprio tour, anche fuori provincia. Con molti enti e istituzioni locali che vi hanno chiamati.
«Sì. Oltre al Reggiano siamo stati a Parma e a Milano, a Triulzi, a fine gennaio. Ma saremo anche a Modena ad aprile, a Bolzano e a Turriaco, in provincia di Gorizia, a maggio. Siamo stati inseriti nel cartellone teatrale di Boretto (18 aprile) e Albinea (25 aprile), di Bagnolo (1 maggio) e di Rubiera (2 giugno). Saremo a Fabbrico (27 febbraio) e a San Martino in Rio (23 marzo). Prossima tappa Scandiano, al centro giovani, il 24 febbraio. Una data importante, perché ricorrono i 25 anni dalla morte di Pertini. Sarà celebrata anche in Parlamento».
Da dove viene l’ispirazione? Perché un reading e come si svolge lo spettacolo?
«Il titolo, che è anche quello di un libro, è una frase contenuta nella lettera che Pertini scrisse al cognato Umberto Voltolina – fratello della moglie Carla – oggi presidente della Fondazione “Carlo Pertini” (che dà il patrocinio allo spettacolo, ndr). Partiamo dall’immagine forse più celebre di Pertini: lui con le mani alzate in segno di vittoria ai mondiali di Spagna nel 1982, per raccontare poi la sua vita, attraverso estratti di interviste, lettere e musica: immancabile “Bella Ciao”. Una vita che si racconta da sola. Per questo il reading. Interpretare Pertini sarebbe stato forse presuntuoso e avrebbe rischiato di fare prevalere gli aspetti politici e invece lo scopo è quello di ricordare il politico ma anche l’uomo».
Qual è l’insegnamento più attuale che ci ha lasciato?
«Ce ne sono tanti. Diciamo che Pertini non ha mai confuso la vita privata con quella pubblica, come quando scelse di fare visita alla tomba dei genitori viaggiando come un comune cittadino. Aveva un’unica morale: l’impegno e l’onestà. Da socialista voleva le riforme, e per lui libertà e giustizia sociale erano inseparabili».
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