Gazzetta di Reggio

È morto Vasilicò, fautore del teatro di ricerca

È morto Vasilicò, fautore del teatro di ricerca

Nativo di Reggio Emilia aveva 75 anni e viveva a Roma, la sua ultima opera “Il regista in scena”

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REGGIO EMILIA. È morto, nella notte tra sabato e ieri, a Roma Giuliano Vasilicò, regista teatrale protagonista dell’avanguardia romana nativo di Reggio Emilia. Aveva 75 anni. Vasilicò ha rappresentato il suo lavoro nello spettacolo «Il regista in scena», riproposto anche a dicembre. Nato a Reggio Emilia nel 1940 era una delle figure molto nota del teatro di ricerca e della avanguardia romana da cui nasce il teatro immagine negli anni ’70.

In genere si ispirò a opere letterarie, dalle «120 giornate di Sodoma» a «L’uomo senza qualità» sino a «Proust». Il suo progetto più ambizioso fu «L'uomo senza qualità» di Musil, la cui prima parte fu rappresentata nel 1984. A Musil si ispirò per diversi altri lavori, come «Il compimento dell’amore» che viene invitato in Austria per le celebrazioni musiliane.

Al lavoro che sempre porterà avanti per il completamento de «L'uomo senza qualità», affianca spettacoli riflessione come appunto «Il regista in scena», nuova ed entusiasmante tappa di un percorso di ricerca teatrale iniziato da Vasilicò negli anni ‘70 e che raggiunge i confini più estremi del “teatro nel teatro”.

Un assolo per quattro personaggi (un regista, un aiuto regista, un attore e uno spettatore) cui ha dato recentemente corpo e voce l’attore Manuel Fiorentini, accompagnando il pubblico in un viaggio, difficile ma anche autoironico, nelle viscere del teatro dove prendono corpo i misteri, i segreti, le magie dell’arte scenica.

“Il regista in scena” è una “fiaba moderna” dove il teatro stesso, fatto di palco e quinte, prende vita, come una creatura mostruosa ma benintenzionata che parla, pensa, ama come un essere umano, accoglie l’attore fra le sue braccia o lo scaraventa contro le quinte.

In questo spettacolo è il teatro stesso che ci svela le potenzialità quasi magiche che ci vuole regalare: la possibilità di sperimentare l’infinito nel tempo e nello spazio, e di dare corpo all’invisibile, mostrando i nostri combattimenti interiori incarnato dagli attori e ispirandoci intuizioni utili anche per la nostra vita.

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