Applausi per Campanella
Reggio Emilia: alla Cavallerizza il maestro incanta con Liszt
REGGIO EMILIA. La prima delle molteplici impressioni che si ha all’ascolto del Liszt di Michele Campanella porta a una considerazione quasi banale legata alla qualità della musica stessa. Lo stupore di fronte a un concerto come quello di sabato pomeriggio alla Cavallerizza, in cui il pianista napoletano ha eseguito Années de Pèlerinage II, Italie è infatti duplice: riguarda non solo l’esecutore ma anche il programma. Anzi non si riesce a stabilire una priorità tra questi due fattori: di certo è eccezionale ascoltare un brano come quello di una Sonata in sette quadri della durata di 50 minuti, così densa di sostanza.
Il valore di un concerto così, aumenta per la meraviglia di sentire appunto note desuete eppure di una bellezza così piena. D’altra parte l’interprete, per cui questo tipo di repertorio è del tutto familiare, riesce ad insinuarsi catturando l’attenzione dell’ascoltatore al quale dimostra quanto la naturalezza del suo gesto riesca a esaltare il valore del pezzo.
Ogni movimento di Années de Pèlerinage II, Italie è ispirato da opere o artisti italiani: Raffaello a Michelangelo, alcuni Sonetti del Petrarca e da ultimo Dante.
Le note alludono ad umori, sensazioni, atmosfere, una varietà di situazioni esplicitate attraverso diversificati piani sonori e netti contrasti.
Campanella, crea un passo mirato ad esaltare una scrittura musicale già ben oltre ogni idea romantica, senza palesarne le allucinazioni virtuosistiche di tipo meccanico, ma soltanto la densità di pensiero. Il travolgente applauso che ha accolto la memorabile esecuzione, è stata contraccambiato da un'altrettanto splendida esecuzione della prima Ballata di Chopin. E sabato 7 marzo ci sarà l'ultimo appuntamento.
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