«Piero Della Francesca un esempio da imitare»
Ieri a Roma la presentazione dell’evento da parte del ministro Dario Franceschini «Investire su progetti come questo che promuovono il patrimonio museale»
ROMA. «Investire su mostre che abbiano forti motivazioni, radicate sul patrimonio permanente dei musei e non solo su quelle rassegne che richiamano molti visitatori». Lo ha detto il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini intervenuto ieri alla presentazione di “Piero della Francesca. Il disegno tra arte e scienza”, che sarà allestita dal 14 marzo al 14 giugno a Palazzo Magnani a Reggio Emilia. Accanto al ministro, nel salone del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo di via del Collegio Romano, c’erano anche Iris Giglioli, presidente della Fondazione Magnani e i tre curatori della mostra a Reggio Emilia:Filippo Camerota, Francesco Paolo Di Teodoro, Luigi Grasselli. Il ministro ha ribadito come l’Italia «sia un paese in cui, a differenza di altri, può consentirsi un equilibrio tra la valorizzazione basata sul patrimonio permanente ed esposizioni di grande richiamo, che però al tempo stesso rispettino criteri di scientificità e approfondimento con il territorio». «L’esposizione su Piero Della Francesca – ha affermato Franceschini – dimostra che le due cose si possono tenere insieme». Del resto, ha concluso, la riforma del ministero «investe proprio sui musei in un legame permanente e non solo ricerca di grandi eventi». La mostra su Piero Della Franscesca rientra nelle attività culturali di Expo milano 2015. «Una delle cose che dobbiamo fare come sistema paese – così il ministro parlando al collegio romano – è un investimento sul nostro patrimonio permanente, penso alle collezioni dei grandi musei, quelli che non richiamano a oggi grandi numeri ma che sono dei formidabili eventi per la promozione del territorio, il richiamo turistico e la valorizzazione. Contemporaneamente, dobbiamo investire nel settore delle mostre che presentano una forte motivazione non solo per attirare molti visitatori, ma che abbiano radici nella ricerca e nell’approfondimento. questo non vuol dire non puntare a grandi numeri o ad avere capolavori in mostra, tutt’altro».
Il grande evento a Reggio getta nuova luce sui segreti di Piero Della Francesca, l’artista più enigmatico del Rinascimento. Ieri è stata data anche l’anteprima assoluta dei risultati inediti della Biblioteca digitale tematica sui Codici del De prospectiva pingendi, realizzata a cura del Museo Galileo di Firenze e delle Animazioni tridimensionali di alcuni disegni dello stesso Codice a cura di Imago rerum team/Università Iuav di Venezia/dCP Dip. Culture del Progetto. Ricostruzioni che saranno al centro anche della mostra a Palazzo Magnani. Evento che riunisce, per la prima volta da mezzo millennio, tutta la produzione grafica e teorica di Piero della Francesca.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
