Perrotta, corpo e anima di Ligabue
Casalgrande, stasera l’attore è protagonista del monologo “Un bès...”
CASALGRANDE. Stasera alle 21 al De Andrè, per la stagione di prosa, va in scena “Un Bès - Antonio Ligabue” di e con Mario Perrotta vincitore del Premio Ubu 2013 come miglior attore. Biglietti ingresso 18 e 15 euro.
Tutto ruota intorno alla figura di Antonio Ligabue e al suo rapporto con i luoghi che segnarono la sua esistenza e la sua creazione artistica: la Svizzera, dove nacque e visse fino ai 18 anni; il territorio di Gualtieri; le sponde reggiane e mantovane del Po dove produsse gran parte dei suoi quadri e delle sculture.
Ma indagare la figura umana e artistica di Antonio Ligabue significa soprattutto indagare il rapporto di una comunità con lo “scemo del paese”, al matt come veniva definito da molti, temuto e tenuto a margine. Significa accettare lo spostamento che provoca una nuova visione delle cose, una visione “folle”, che mette a rischio gli equilibri di chi osserva, costringendolo a porsi la classica domanda: chi è il pazzo? “Un bès… Dam un bès, uno solo! Che un giorno diventerà tutto splendido. Per me e per voi” andava dicendo.
Mario Perrotta è una delle figure più interessanti del panorama teatrale italiano contemporaneo. Conosciuto a livello nazionale ed internazionale per il suo lavoro di Teatro Civile, ha raggiunto la notorietà grazie al monologo teatrale “Italiani Cincali”, dedicato agli italiani minatori in Belgio. Dopo essere passato anni fa in tournée da Gualtieri, si è “innamorato” del paese e della figura di Ligabue e a lui ha deciso di dedicare il suo lavoro dei prossimi anni.
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