«Si può sorridere anche di sterilità e fecondazione»
Stasera all’Herberia va in scena “Le Difettose” Emanuela Grimalda interpreta 7 personaggi
RUBIERA. «È dovere del teatro far riflettere. Se poi si affrontano temi importanti e si riesce a far riflettere emozionando e non annoiando, è ancora meglio».
È quello che cercherà di fare l’attrice Emanuela Grimalda, che al grande pubblico è nota in particolare come Ave nella serie tv “Un medico in famiglia”. E, da noi, anche per essere stata tra le protagoniste della rassegna Riso Rosa. Ora torna nel Reggiano: stasera alle 21 al teatro Herberia in anteprima nazionale col monologo “Le difettose” per la regia di Serena Sinigaglia, produzione Eva contro Ave – La Corte Ospitale (biglietti 14, 12 e 8 euro, biglietteria aperta a partire dalle ore 20, info 0522 620852). Tratto dall’omonimo romanzo di Eleonora Mazzoni, è uno spettacolo allegro, disperato, trasversale e vitalissimo, come il microcosmo sotterraneo, apparentemente marginale, ma assai popoloso, della fecondazione assistita.
Dal romanzo al teatro. «Ho letto il romanzo – dice l'attrice che interpreta sette personaggi – e ho pensato che la storia che raccontava mi riguardasse non solo come donna, ma come cittadina, come individuo che fa i conti con le trasformazioni in atto nella società in cui vive, con i suoi conflitti e i costanti interrogativi. Mi interessava approfondire il concetto del tempo nella società contemporanea, di come si sia spostato in avanti. Un tempo paradossale che ha allungato la durata della vita ma non l’età fertile». Ecco dunque che sul palco racconterà la storia di una ricercatrice 40enne che, per il lavoro, ha messo da parte l’idea di maternità, un’idea che riscopre ora ma il figlio fatica ad arrivare.
Tema non solo femminile. «Di fecondazione assistita – prosegue – spesso si sente parlare in modo freddo, distaccato. Invece nel romanzo e nell’adattamento teatrale si cerca d’indagare tutto quello che ci sta intorno: la voglia di avere un figlio coinvolge la donna, ma anche l’uomo, la sua famiglia».
Così si parla di persone, di sentimenti, di storie che potrebbero riguardare ciascuno di noi, «ma senza dare giudizi». Insomma, si racconta ciò che viviamo tutti i giorni in Italia, dove «se le donne vogliono lavorare, spostano sempre più in avanti il tempo in cui fare figli, con tutto quello che ne consegue». Ne “Le difettose” c’è anche umorismo, perché i personaggi che si susseguono sono divertenti. E la Grimalda alterna anche tanti dialetti. E precisa: «non è uno spettacolo per sole donne. Il desiderio di avere un figlio riguarda tutto il genere umano». Mentre parla, si capisce che è molto coinvolta: «Non ho figli, anch’io sono una donna che ha spostato sempre in avanti questa possibilità: fare l’artista è un lavoro che assorbe. Mi sono ritrovata in queste donne che racconto».
L’Emilia nel cuore. Lo spettacolo di stasera poi andrà in Toscana per poi tornare la prossima stagione dalle nostre parti. E la triestina Emanuela dice che in Emilia ci torna sempre volentieri: «Ho vissuto e studiato a Bologna per anni, voi emiliani siete il giusto mix tra efficienza nordica e solarità tipica del sud. Insomma, vi godete la vita… per non parlare della vostra cucina: meravigliosa! E poi sono un po’ affezionata alle vostre nebbie padane, sono decisamente suggestive».
Progetti futuri. Intanto su Raiuno andrà in onda ad aprile la serie in sei puntate di Grand Hotel, una saga condita di intrighi e gialli: «Sarò Rosa, la responsabile del personale femminile dell’albergo, una str….a di prima categoria».
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