Fontcuberta “ispirato” dalle lumache
Il fotografo spagnolo presenta ai Musei Civici il suo progetto per FE 2015
REGGIO EMILIA. Gli vengono dedicate personali nei più importanti musei del mondo, dal MoMA di New York all'Art Institute di Chicago, e le sue opere sono presenti nelle collezioni di numerosi musei tra cui il Centre Georges Pompidou di Parigi.
E da maggio le sue opere saranno esposte anche a Reggio Emilia, ai Musei Civici, in occasione di Fotografia Europea 2015.
Stiamo parlando del fotografo spagnolo Joan Fontcuberta, che in questi giorni è in città per completare “Gastropoda”, progetto realizzato su invito del Comune di Reggio, nato da un curioso particolare della vita del fotografo.
«Ogni volta che rientro a casa dopo alcuni giorni di assenza – dice – trovo lumache della famiglia delle gastropodi intente a mangiare la carta della mia cassetta della posta, attaccandone le immagini. Da qui ho pensato che anche le immagini, come tutti gli organismi viventi, nascono, si sviluppano, fanno il loro corso per poi decadere e morire. E Gastropoda fa esattamente questo».
Sonda i temi del decadimento e dell’irreversibilità, esplora l’estetica dell’orrore e della distruzione, e si interroga sull’idea di “paternità” di un’opera d’arte.
E continua: «Le lumache sono state in effetti le vere autrici del mio lavoro, lumache affamate totalmente indifferenti ai significati che noi attribuiamo alla loro voracità. Tutto ciò che fanno è semplicemente distruggere le immagini, completando il loro ciclo di vita».
E proprio di questo progetto, che esporrà per Fotografia Europea 2015, parlerà domani, venerdì 6 marzo, alle 19, ai Musei Civici dialogando con il critico Elio Grazioli.
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