Gazzetta di Reggio

TEATRO

Paolini omaggia Jack London

Paolini omaggia Jack London

All’Asioli di Correggio due serate con “Ballata di uomini e cani”

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CORREGGIO. Martedì 10 e mercoledì 11 marzo (ore 21), al Teatro Asioli di Correggio sarà in scena Marco Paolini con “Ballata di uomini e cani” (dedicata a Jack London); lo accompagnano le musiche dal vivo di Lorenzo Monguzzi (chitarra e voce) con Angelo Baselli (clarinetto) e Gianluca Casadei (fisarmonica), con le splendide animazioni video di Simone Massi.

“Ballata di uomini e cani” è un tributo a Jack London, a cui Paolini deve una parte del suo immaginario di ragazzo. Lo spettacolo, basato su tre racconti di London e parti della sua biografia, ha la forma di canzoniere teatrale con musiche e canzoni che non svolgono funzione di accompagnamento, ma di narrazione, alternandosi e dialogando con la forma orale. Il primo racconto, “Macchia”, è ironico, lieve, parla di un cane con un occhio nero, bello, simpatico e furbo, troppo furbo.

L’unico cane da slitta che non sa, o non vuole, tirare. Un cane con sentimenti quasi umani, che sente come suoi i diritti degli uomini. Un cane che ha sempre fame, che ruba e uccide, per gioco e per furbizia, polli, conigli e quant’altro di commestibile.

L’unico cane che annusa la carestia in tempo per andarsene prima di diventare cibo per gli umani. Un cane con un senso dell’orientamento disarmante, capace di ritrovare i suoi proprietari che cercano di liberarsene con rocamboleschi e inutili stratagemmi.

Il secondo racconto, “Bastardo”, cambia il tono della narrazione. Bastardo è il cane protagonista, Black Leclère il suo padrone. Li lega l’odio.

Scelto nella cucciolata perché brutto e ringhioso: bastardo, appunto. Cresceranno in simbiosi, nel freddo, nella fatica, nella paura reciproca, in un crescendo che sembra culminare in una lotta disperata tra i due in cui il cane semidistrutto dalle bastonate ancora ringhia il suo odio.

Leclère non lo finisce, ma lo cura, cura prima le sue ferite di quelle infertegli dal cane. Entrambi si riprendono, ciascuno coltivando la dipendenza dall’altro, fino a quando Leclère, per errore, non finirà con il cappio al collo. Non ha colpe, ma quella corda sarà l’occasione per Bastardo di vendicarsi: sarà lui a farlo scivolare, impiccandolo e morendo a sua volta.

Il terzo racconto è “To build a fire - Preparare un fuoco”. Non accendere, ma preparare. La storia, più volte riscritta dallo stesso Jack London, è quella di un uomo e del suo cane, entrambi senza nome, che, durante la corsa all’oro nello Yukon, tentano una strada diversa, più breve ma più rischiosa. Partire da solo.

Gli errori, apparentemente piccoli, determineranno la morte del protagonista che non riuscirà a sopravvivere al gelo, ad accendere quel fuoco che potrebbe salvargli la vita. Il cane incredulo non riuscirà a cambiare le cose, ma si salverà… forse. Paolini, nel finale potrebbe rivelarci come è andata a finire. Biglietti a 25/22/17 euro. Info: 0522.63.78.13.

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