La poesia visiva della Carlson in prima nazionale al Valli
La grande coreografa ha debuttato con “Now” al Theatre de Chaillot di Parigi Ora si prepara a portare in Italia il suo ultimo spettacolo per sette ballerini
REGGIO EMILIA. Fresca del debutto al Theatre de Chaillot di Parigi, sua nuova residenza artistica, Carolyn Carlson porta in prima italiana venerdì, 13 marzo (ore 20.30), al Valli “Now”, spettacolo per sette danzatori creato sulle musiche di René Aubry. Cresce così in città, l’attesa per l’arrivo di questa grande coreografa. «La danza nasce e muore nello stesso momento», agisce nel presente – ha spiegatoCarlson – può “cambiare il mondo, adesso”». “Now” sarà subito dopo all’Alighieri di Ravenna. Scenografia e video di Maxime Ruiz, fotomontaggi di Benoît Simon.
«Come la danza è per sua essenza senza parole, questa creazione non è altro che la partecipazione a un flusso continuo che si esprime attraverso il tempo e lo spazio. Una metafora meditativa di un’ora e venti minuti». Così Carolyn Carlson ha commentato la sua coreografia dal titolo “Now”.
È un’opera rivolta a quelle case e a quei luoghi indelebili che noi abitiamo, che testimoniano la forte aspirazione dell’umanità alla sicurezza e l’attaccamento allo sviluppo di forze misteriose che fondano la realtà tangibile dei nostri valori profani e sacri. Un riconoscimento delle nostre vite quotidiane. L’immensità minuscola della nostra presenza nell’Universo.
«La sua poesia visiva – scrive il critico Gérard Mayen in merito alla Carlson – esalta il senso dello spazio, che costituisce il movimento stesso. Del particolare e dell’immensità. In questa sua nuova pièce, la accompagnano sette interpreti che ben conoscono la sua concezione della dinamica e il suo universo. Piuttosto che in termini di coreografia, Carolyn Carlson preferisce designare la sua arte come una “poesia visiva” dove ogni movimento-percezione è connesso all’universo».
Nata nel 1943 a Oakland in California da genitori finlandesi, studia danza presso la San Francisco School of Ballet e l’Università dell'Utah. Nel 1965 dopo aver incontrato Alwin Nikolaïs, entra a far parte della sua compagnia di New York, e vi resta fino al 1971. Dopo aver danzato Trio (1979) al teatro Alla Scala di Milano, viene chiamata a Venezia da Italo Gomez, nel 1980, per formare un gruppo all'avanguardia nel settore della ricerca coreografica ed espressiva: nasce lo storico gruppo Teatro Danza La Fenice. Tra il 1991 e il 1992 risiede in Finlandia dove lavora per la Compagnia dell’Helsinki City Theatre. Dopo aver diretto il Ballet Culberg di Stoccolma, nel 1994 fonda la compagnia presso la Cartoucherie de Vincennes e il Centro di Masterclasses L’Atelier de Paris-Carolyn Carlson. Dal 1999 al 2002 direttore artistico per il settore danza presso la Biennale di Venezia. Interprete e coreografa instancabile, nonché grande pedagoga, la Carlson ha creato negli anni uno stile personale, libero da forme troppo accademiche, ma capace di trasmettere ogni vibrazione interna attraverso un perfetto controllo del movimento sempre flessuoso, vibrante, morbido. Le sue coreografie nascono da ricordi, sogni, singoli pensieri o riflessioni, o dalla natura che di volta in volta la circonda.
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