Gazzetta di Reggio

«Non mi sono mai separato da loro»

«Non mi sono mai separato da loro»

Parla il curatore delle opere arrivate dall’Inghilterra: «Insieme anche in aereo»

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REGGIO EMILIA. Non solo Piero della Francesca. Palazzo Magnani in questi giorni è come la Berlino di Human e Koldewey o la Londra di Lord Elgin: un porto per l'arte e la storia della pittura e della scienza europea. Ieri mattina in Corso Garibaldi hanno trovato posto anche diverse e preziose opere e disegni di maestri dell'arte quali Albrecht Dührer, Ghirlandaio e Jacopo Bellini.

«Dal British Museum sono stati portati undici disegni – spiega Enrico Zanoni, italianissimo Museum Assistant del prestigioso museo londinese – Si tratta di nove disegni singoli e un album doppio, con incisioni fronte-retro. Ci sono una copia di età moderna di alcuni studi sulle proporzioni di Dührer, un disegno originale del maestro tedesco e alcuni disegni e studi del Ghirlandaio e di Bellini».

I disegni e le incisioni hanno preso posto al secondo piano, nella parte della mostra dedicata agli altri maestri dello studio della prospettiva e delle proporzioni. Tra questi un prezioso volume in splendido marocchino nero lavorato, risalente al 1637, che raccoglie disegni e copie originali degli studi di Dührer, proveniente dalla British Library. «Tutti i manoscritti hanno viaggiato con me da Londra a Reggio – racconta il curator britannico – non mi sono separato da loro nemmeno in aereo. Sottoporre volumi di questa importanza a un viaggio simile è sempre rischioso: di solito è difficile che questi lascino il nostro archivio, così come è molto difficile che possano essere consultati dai ricercatori, che utilizzano quasi sempre delle copie».

Oltre ai manoscritti di Piero custoditi alla Pinacoteca Ambrosiana, scortati da un prelato, a Palazzo Magnani ieri è giunta anche una preziosa tarsia lignea, proveniente dal Victoria and Albert Museum di Londra. Nell'esposizione avrà spazio anche una parte dedicata agli intarsi lignei, arte che nel Reggiano ha trovato terreno fertile a Rolo, che vi ha dedicato un museo. Alcune delle opere della tradizione rolese saranno a Palazzo Magnani, testimoniando un altro legame tra il territorio e la grande arte europea. (d.v.)

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