C’è il liscio, tutti a studiare il “ballabile”
La Libera Università del Crostolo propone un corso, in cattedra i grandi interpreti dei generi più amati in Emilia
REGGIO EMILIA. Alla Libera Università del Crostolo si sono aperte le iscrizioni al corso sulla musica da ballo: valzer, mazurke, polke e tango fra tradizione e modernità. Un ciclo di incontri che, attraverso storie, racconti, registrazioni e musica dal vivo, intende ripercorrere una tradizione musicale connessa al ballo che ha fortemente caratterizzato i nostri territori e che va sotto il nome di liscio, primo esempio apparso in Italia di popular music.
Oggi questa musica sta vivendo un momento di rinnovato interesse, grazie a musicisti di fama che l'hanno rivisitata, scoprendone le radici classiche o etniche e riproponendola in veste nuova, ed è stata riscoperta e raccontata in una serie di volumi da critici e studiosi. Molti di questi musicisti e studiosi saranno ospiti del corso della Luc, come Orfeo Bossini che rappresenterà i Violini di Santa Vittoria o come Mirco Ghirardini che ha dato vita al Settimino di fiati "L'usignolo", e ci saranno anche fisarmonicisti del calibro di Paolo Gandolfi, di Mirko Ferrarini e il chitarrista Hernan Diego Loza.
Si riscoprirà così un fenomeno collettivo che ha riguardato, in Emilia, comunità, classi sociali, segmenti di società sia contadina sia cittadina e che si è intrecciato con le vicende politiche ed economiche di questa parte del nostro Paese tra fine Ottocento e prima metà del Novecento, rappresentandone, sul piano musicale e dell'intrattenimento danzante, la colonna sonora. E si coglieranno le differenze territoriali, tra la pianura bassa, verso il Po, dove le feste da ballo venivano condotte da complessini a predominanza di archi, e la media pianura, la val d'Enza, dove a condurre i balli erano complessi di fiati, cui si aggiungerà, intorno agli anni Venti, la fisarmonica.
Parallelamente anche in Romagna, con alcune differenze che Franco Dell'Amore e Mario Lanzafame sottolineeranno, si svilupperà una tradizione che caratterizzerà, in maniera radicale, quel territorio nell'immaginario collettivo. Tra le polke, le mazurke e i valzer a un certo punto fa irruzione il tango. Sono gli emigrati italiani che ritornano dall'Argentina e che portano o riportano a casa questo ballo, oggi dichiarato patrimonio dell'umanità, e che conoscerà un successo senza precedenti.
La tradizione della musica popolare emiliana è stata anche vivaio di orchestrali professionisti di ottimo livello; non solo, ma, in alcuni casi, ha acceso l'amore per la musica in giovani che sarebbero poi diventati dei talenti musicali di rilievo internazionale. E' il caso di Paolo Gandolfi che a undici anni scopre la sua vocazione per la musica ascoltando i Violini di Santa Vittoria: si iscriverà poco dopo al Conservatorio, si perfezionerà in fisarmonica all'estero, vincendo giovanissimo un concorso internazionale e da lì in poi incontrerà, come musicista, un successo crescente e, contemporaneamente, si dedicherà all'insegnamento, l'altra grande passione; ma rimarrà sempre vivo in lui l'amore per la nostra musica tradizionale, parte della cultura profonda del nostro territorio, tanto che ancora oggi ama suonare "Il Battagliero".
Paolo Gandolfi sarà uno dei protagonisti degli incontri e la Libera Università il Crostolo gli conferirà – il 15 aprile – la tessera di socio onorario, non solo per la sua carriera di artista di rilievo internazionale, ma per il ruolo di primo piano nel panorama culturale ed educativo reggiano.
Il primo incontro prevede la presenza di Mario Lanzafame e Orfeo Bossini, violinisti: Storie di musica e libertà: i violini della Bassa Reggiana, mercoledì 25 marzo alle 15.30 all’Istituto Garibaldi, via Franchetti 7.
Per informazioni e iscrizioni: Libera Università Crostolo - Corso Garibaldi 42 Re, tel.0522-45.21.82 (dal lunedì al venerdì ore 10-12) www.liberauniversitacrostolo.it liberauniversitacrostolo@gmail.com
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