Gazzetta di Reggio

GIORNATE DI PRIMAVERA FAI

Dalla cripta emerge il più importante mosaico dell’Emilia

di Luigi Vinceti
Dalla cripta emerge il più importante mosaico dell’Emilia

Risale al IV secolo dopo Cristo, rinvenuto in Duomo nel 2009 dopo il lungo restauro ora è esposto nel Museo Diocesano

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REGGIO EMILIA. Il Museo diocesano cittadino ospita un nuovo stupendo mosaico, una esplosione di forme, geometrie e colori di estremo pregio e raffinatezza.

Tanto che la Soprintendenza archeologia dell’Emilia Romagna ne ha dato questa descrizione: «Fra Bologna e Piacenza non c’è forse un mosaico del IV secolo dopo Cristo più importante di quello scoperto nella cripta della cattedrale di Reggio: un tappeto in pietra tra i più interessanti di tutta l’Italia settentrionale per dimensione, raffinatezza e tecnica di realizzazione».

E’ stato rinvenuto in un’abside del tempio nel 2009 e ora è esposto al pubblico da oggi in occasione della XXIII edizione delle Giornate Fai di primavera. Questo mosaico è uno dei tanti gioielli, forse il più rilevante, fra quelli emersi nei mesi seguiti all’apertura del cantiere per il restauro della Cattedrale, lavori che hanno richiesto tempo perché non era possibile immaginare quanti e quali capolavori sarebbero venuti alla luce.

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In anteprima è stato presentato ai partecipanti al XXI Colloquio Aiscom, l’Associazione italiana per lo studio e la conservazione del mosaico che si svolge a Reggio proprio in questi giorni.

Lo splendido manufatto è stato ospitato nella sala Tagliavini in un curioso contrasto fra sacro e profano.

E’ infatti disteso ai piedi del Cristo pantocratore a suo tempo strappato dal timpano della facciata del Duomo ma le scene che propone sono a soggetto chiaramente dionisiaco, una conferma della convinzione espressa dagli scrittori rinascimentali che affermavano che la chiesa era stata eretta sui resti di un altro tempio, dedicato a Bacco.

Le tessere colorate rappresentano otto figure umane e altrettanti animali oltre a un paio di frutti.

Naturalmente in molti punti le scene sono mutilate ma nei riquadri principali appaiono chiaramente due coppie nude e ingioiellate con contorno di danzatori e danzatrici, pernici, pavoni, colombe ed elementi vegetali.

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Le visite sono gratuite con orari 9,30-12.30 da martedì a venerdì e apertura anche pomeridiana (15,30-18,30) sabato e domenica dal 21 marzo al 7 giugno e dal 5 settembre al 31 ottobre oltre ad alcune aperture straordinarie.

Palese la soddisfazione dei protagonisti del prezioso recupero: il Soprintendente regionale Luigi Malnati affiancato da Renata Curina, il direttore del Museo diocesano Tiziano Ghirelli, il presidente di Unindustria Mauro Severi, il consigliere della Fondazione Manodori Massimo Mussini, il capo delegazione Fai di Reggio Lorenzo Ferretti Garsi.

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