L’ipocondriaco Argante sul palco de L’Altro Teatro
Oggi (ore 17.30) in scena “Il malato immaginario” con gli attori di Ars Ventuno e la regia della Panini
CADELBOSCO SOPRA. Va in scena sul palco de L’altro Teatro una grande opera: “Il Malato Immaginario” di Moliére. L’appuntamento è oggi alle 17.30. Un grande classico restituito all’ipocondria contemporanea con spettacoli di raffinata comicità e dinamica follia per la regia di Antonella Panini. La messa in scena è a cura del Centro danza, teatro e arti visive Ars Ventuno, come anche l’allestimento e i costumi. Il Malato Immaginario è una Comédie-ballet in III atti, del drammaturgo francese Molière.
Da ricordare che nel diciassettesimo secolo, in Francia, il termine “immaginario” significava pazzo. La storia narra di Argante il “malato immaginario” del titolo e, infatti, tutte le vicende ruotano intorno al suo malessere, immaginario appunto.
Ma, mentre c’è chi cerca di aprirgli gli occhi e di convincerlo che non esiste nessuna malattia e che è soltanto una sua convinzione, c’è anche chi ne approfitta per truffarlo e derubarlo delle sue ricchezze. Infatti, la moglie, Belinda, e i dottori, Diafoirus e Purgone, compatiscono apposta la sua malattia immaginaria per i loro loschi progetti a spese dell’ingenuo protagonista.
Belinda cerca in tutti i modi di fargli firmare un testamento che lasci ogni eredità a lei, e i dottori continuano a fargli visite e a somministrargli medicine pur sapendo che egli è perfettamente in salute.
In seguito, Argante, sempre convinto di essere gravemente malato, crede che il modo migliore per assicurarsi le cure che necessita, sia far sposare sua figlia con il figlio di un noto medico. Questo nonostante la figlia, Angelica, sia innamorata di un altro ragazzo, il quale si trova costretto a fingersi il suo insegnante di canto per non destare sospetti con il padre durante un incontro.
A favore di Angelica si schiera anche la governante, Antonietta, che discute spesso e animatamente con Argante, non concludendo, però, nulla. Anzi, Argante si infuria e mette Angelica di fronte a una scelta estrema: o il figlio di un dottore, o il convento.
L’opera è quasi una biografia del drammaturgo. Intesa dal suo autore come una farsa, è inframmezzata da intermezzi musicali e balletti, inseriti per compiacere Luigi XIV. Il 17 febbraio del 1673 Molière, che interpretava Argante, portò a termine la rappresentazione di questa commedia nonostante il suo grave stato di salute, morendo infine poche ore dopo.
Sul palco oggi: Giuseppe Ombrini (Argante), Chiara Davolio (Antonietta), Ezio Rebecchi (Cleante, il notaio e i dottori), Marzia Martini (Berardo), Franca Pacchioni (Belina), e Federica Nioi (Angelica). Allestimenti e Costumi di Ars Ventuno.
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