Gazzetta di Reggio

ARTE

Sul ritratto di Matilde è ancora aperto il mistero

Sul ritratto di Matilde è ancora aperto il mistero

Quattro Castella: presentato il restauro di “La donna con il Melograno”, nessuna traccia dell’originale

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QUATTRO CASTELLA. Tanta gente al Castello Bianello per la presentazione del restauro del quadro raffigurante Matilde di Canossa, “La donna con il Melograno”, dell’artista reggiano Giuseppe Ugolini.

Presenti il sindaco Andrea Tagliavini, l’assessore comunale alla cultura Danilo Morini, il governatore del Rotary Distretto 2072 Emilia Romagna-San Marino Ferdinando del Sante, i docenti Luca Rocchi e Veronica Balboni dell’Università di Ferrara e il restauratore Fabio Bevilacqua. In platea tanta gente, oltre a numerosi storici, restauratori e architetti reggiani.

Presente anche l’onorevole Antonella Incerti, promotrice di un disegno di legge per la valorizzazione della figura di Matilde nel nono centenario della sua morte.

Quello di Ugolini è uno dei dipinti più celebri raffiguranti Matilde di Canossa.

Un simbolo del maniero di Quattro Castella. Fu realizzato ad olio su tela nella seconda metà dell’Ottocento e per oltre un secolo ha fatto bella mostra di sé al pianterreno del Bianello.

Non appeso, ma letteralmente “incollato” ad una parete. Su iniziativa del Comune il quadro è stato fatto oggetto di studio e di un paziente restauro. Il dipinto è stato così staccato dalla sua antica sede dando avvio ad un’interessate operazione culturale.

Fonti storiche infatti fanno risalire il presunto affresco originale coperto dal quadro al 1400. Presunto, perché, ecco il primo mistero, una volta staccato il quadro dalla parete si è scoperto che sotto in realtà non c’era nulla. Solo un muro grezzo privo di qualsiasi segno grafico che potesse far pensare a un affresco.

Eppure ci sono pochi dubbi che il quadro venne commissionato a Ugolini dal Duca di Modena Francesco V proprio con l’intento di replicare fedelmente l’originale dipinto presente nella Camera del Caminetto di Bianello e che presentava i primi segni di degrado.

Cosa è accaduto quindi nei cinque anni intercorsi tra la realizzazione del dipinto di Ugolini e il suo “incollamento” alla parete? Probabilmente, ed è questa l’ipotesi uscita dal convegno, l’originale è stato trafugato proprio in quei cinque anni.

Resta comunque un lavoro di restauro dettagliato che restituisce ora alla comunità un quadro di eccezionale valore artistico in tempo per la riapertura del Bianello nel week end di Pasqua.

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