Gazzetta di Reggio

il confronto

Con Ligabue e Ghizzardi l’arte “povera” arriva all’Expo

Con Ligabue e Ghizzardi l’arte “povera” arriva all’Expo

A Milano le loro opere saranno ospitate nello Spazio Eataly curato da Sgarbi. Eventi anche a Fontanellato (Fondazione Ricci) e Mantova (Palazzo Ragione)

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GUALTIERI. Antonio Ligabue e Pietro Ghizzardi. Due straordinari protagonisti dell’arte della seconda metà del XX secolo, messi a confronto per individuarne le caratteristiche peculiari, godere della genialità emozionante del linguaggio pittorico assolutamente originale e personale, ma anche per cogliere il clima del loro tempo, mentre si viene attualizzando il loro messaggio sia estetico che iconografico.

Due artisti che hanno rappresentato il Novecento mediopadano con aria allucinata, senso della natura, adesione ad una umanità al limite della sopravvivenza materiale e spirituale, ma capace di una strenua lotta, anche quando appariva perduta nelle nebbie della follia, nella lunare pazzia alla Orlando che scorre nelle vene della nostre gente, da sempre.

Ecco dunque Antonio Ligabue e Pietro Ghizzardi che raccontano insieme se stessi e la loro vicenda individuale, illustrano il loro personalissimo mondo creativo, ma anche proprio perché unici nel loro genere, ma contemporanei sia nel limite ristretto di una topografia padana di pianura inventata e riscritta dal lavoro dell’uomo e nello stesso periodo storico.

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Entrambi hanno conosciuto la marginalità sociale, le difficoltà dell’esclusione e della povertà, la modestia di una formazione e di un bagaglio culturale che li obbligava a cercare in se stessi i motivi per un’iconografia che ricostruisse il loro mondo fantastico, permettesse loro di comunicare con gli altri, raccontassero le emozioni più profonde ed autentiche.

Un confronto, tra questi due esponenti di un’arte che, semplificando molto, possiamo definire povera per radice sociale ma non certo per la forza dirompente dei loro messaggi artistici, che nel corso del 2015 si concretizzerà in tre momenti espositivi collocati all’interno del calendario di Expo.

Un progetto che vede in primo piano il lavoro del Centro Studi e Archivio Antonio Ligabue di Parma del presidente Augusto Tota

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A Milano. Nello Spazio Eataly di Expo 2015, Vittorio Sgarbi curerà una mostra che rappresenterà quattro o più artisti per regione. Antonio Ligabue ci sarà per l’Emilia Romagna e Pietro Ghizzardi per la Lombardia essendo nato a Viadana

A Fontanellato. In mezzo alla campagna parmense, Franco Maria Ricci ha costruito il più grande labirinto del mondo. Lo inaugurerà quando a Milano si apriranno le porte dell’Expo. Racchiuso da fittissime siepi di bambù, il labirinto copre sette ettari e circonda edifici che ospiteranno la galleria delle collezioni Ricci, un grande bookshop, caffè e ristorante, la biblioteca bodoniana, l’archivio della casa editrice, sale e ampie aree porticate per riunioni, feste, concerti, convivi. Negli spazi dedicati alle mostre temporanee, sino ad ottobre 2015, verrà allestita Arte e Follia, una selezione di 70 opere scelte fra i capolavori di Antonio Ligabue e Pietro Ghizzardi. La mostra, promossa dalla Fondazione Franco Maria Ricci e dal Centro Studi & Archivio Antonio Ligabue di Parma, è curata da Vittorio Sgarbi e organizzata da Auguto Agosta Tota. Un omaggio a due singolari artisti padani, il cui disagio e le cui allucinazioni hanno dato vita a raffigurazioni di incredibile forza e intensità.

A Mantova. Dal prossimo 18 maggio al 31 ottobre, Palazzo della Ragione, in piazza Erbe,dopo la tappa di Matera del 2012, ospiterà la mostra “Museo della follia”. Il progetto della Fondazione Sgarbi si arricchirà così di una rassegna di circa 150 opere di Antonio Ligabue e di circa 50 quadri di Pietro Ghizzardi. Anche questa epsozione è organizzata dal Centro Studi & Archivio Antonio Ligabue di Parma.

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