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“Un bès” di Perrotta fa tappa a Reggio prima del gran finale

“Un bès” di Perrotta fa tappa a Reggio prima del gran finale

REGGIO EMILIA. Arriverà direttamente dal teatro Toselli di Cuneo, dove porta in scena proprio stasera, lo spettacolo “Un bès – Antonio Ligabue”, primo capitolo del Progetto Ligabue, Mario Perrotta,...

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REGGIO EMILIA. Arriverà direttamente dal teatro Toselli di Cuneo, dove porta in scena proprio stasera, lo spettacolo “Un bès – Antonio Ligabue”, primo capitolo del Progetto Ligabue, Mario Perrotta, che grazie a questo spettacolo ha ottenuto il premio Ubu 2013 come migliore attore protagonista e il Premio Hystrio come migliore spettacolo a giudizio del pubblico. Dopo avere fatto tappa in vari teatri della nostra provincia finalmente Perrotta porta “Un bès” a Reggio Emilia e più precisamente al teatro Cavallerizza: venerdì e sabato alle 20.30 e domenica alle 15.30.

Sono ormai passati quasi due anni dalla rappresentazione che di questo spettacolo Perrotta fece al teatro sociale di Gualtieri nel giugno 2013, con alle spalle già numerosi successi in giro per l’Italia. Il suo progetto ormai sta per trovare compimento: il gran finale è in programma dal 21 al 24 maggio con “Bassa continua – Toni sul Po” che sarà realizzato tra Guastalla, Gualtieri e Reggio Emilia, con un’articolata messa in scena itinerante e corale (con il coinvolgimento della popolazione) nei luoghi di Ligabue.

Tutto il progetto Ligabue ruota attorno alla figura dell’artista e al suo rapporto con i luoghi in cui visse. Si analizza così la sua esistenza e la sua creazione artistica: la Svizzera, dove nacque e visse fino ai 18 anni; il territorio di Gualtieri sulle rive del Po; le sponde reggiane e mantovane dello stesso fiume Po dove Ligabue produsse gran parte dei suoi quadri e delle sue sculture.

Con «Un bès» Perrotta torna da solo sul palcoscenico con una storia di marginalità, arte e follia dedicata al pittore reggiano. «Stare al margine è condizione disumana – spiegava l’artista già nel 2013 – ma è anche angolo privilegiato di osservazione. Essere pazzo ti posiziona fuori, ma se dipingi con quella forza, forse sono gli altri che sono dentro. E nonostante questa consapevolezza, soffrire come un cane la mancanza d’amore». Indagare Ligabue significa soprattutto indagare il rapporto di una comunità con il cosiddetto “scemo del paese”, uomo da tutti temuto e tenuto a margine. Dunque lo spettacolo è anche una riflessione sulla solitudine di Ligabue, la lacerazione di un’anima consapevole di essere un rifiuto della società e al contempo un artista.

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