Gazzetta di Reggio

fondazione Magnani-rocca

I conflitti dei primi del ’900 nell’allestimento a Mamiano

di Tullio Masoni
I conflitti dei primi del ’900 nell’allestimento a Mamiano

PARMA. Molte opere e molti autori – De Chirico, Casorati, Mafai, Sironi, Scipione, Afro, Capogrossi, fra gli altri – dalle collezioni della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale, sono ospitate...

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PARMA. Molte opere e molti autori – De Chirico, Casorati, Mafai, Sironi, Scipione, Afro, Capogrossi, fra gli altri – dalle collezioni della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale, sono ospitate alla Magnani Rocca di Mamiano per una mostra che durerà fino al 5 luglio. Una buona occasione per vedere assieme brani di paesaggismo ancora di derivazione ottocentesca, di futurismo, soprattutto di quella che fu definita “Scuola Romana” e animò il panorama artistico italiano tra la fine degli anni venti e i primi trenta del secolo scorso. “Scuola Romana”, ma con tracce di quello che fu definito “ritorno all’ordine”, cioè la ripresa della classicità, col fascismo ormai egemone, e delle regole fissate dalla tradizione rinascimentale contro la iconoclastia (vera o presunta) di avanguardie come quella futurista, che pure aveva avuto un notevole ruolo nell’interventismo e nel successo del regime nascente.

La mostra, quindi, allestisce una rappresentazione di conflitti: aeropittura contro l’accademia pur preziosa dei Gentilini o dei Ferrazzi, espressionismo “terreo” (Pirandello, Bertoletti) contro la compostezza modernizzante di un Donghi.

Scipione è presente con uno dei suoi dipinti più famosi: Il Cardinal Decano, opera del 1930, emblematica della “Scuola Romana” e, al tempo stesso, sinistra, morbosa e visionaria: «…Conobbi allora Scipione – scriveva Ungaretti ricordando il suo arrivo nella capitale – e i rossi di porpora e i rossi di penombra, il rosso delle ferite e il rosso della passione…». Che dire, poi, della Susanna di Casorati (1929), cioè del desiderio antico esaltato da una nudità femminile plebea in posa fra i giornali? Col procedere del decennio trenta giungono le “demolizioni” di Mafai e Afro, cioè l’abbandono dell’ordine e il presagio della catastrofe. Il catalogo è a cura di Maria Catalano, Federica Pirani e Stefano Roffi. Lunedì chiuso. Info: 0521.84.83.27.

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