Gazzetta di Reggio

l’arrivo dei servi di maria

Quando Reggio Emilia era una piccola isola tra due corsi d’acqua

di Luigi Vinceti
Quando Reggio Emilia era una piccola isola tra due corsi d’acqua

REGGIO EMILIA. I reggiani amano la loro città e seguono con interesse chi solleva i veli della storia. Lo ha confermato la folla presente in consiglio provinciale alla presentazione della raccolta di...

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REGGIO EMILIA. I reggiani amano la loro città e seguono con interesse chi solleva i veli della storia. Lo ha confermato la folla presente in consiglio provinciale alla presentazione della raccolta di antiche vicende del centro storico nel tratto compreso fra corso Garibaldi e Porta Santo Stefano con particolare attenzione alla basilica della Madonna della Ghiara. Testimonianze condensate in “Reggio 1313. L’insediamento dei Servi di Maria – Aspetti culturali nel contesto urbano”, titolo del volume degli atti del convegno del 2012 nel settimo centenario della presenza dei frati nel tempio.

Sono così affiorate immagini dell’antica città apparsa quasi come un’isola fra due corsi d’acqua (uno, il Crostolo, scorreva proprio in corso Garibaldi) ed aspetti geomorfologici e geoarcheologici dei culti pagani e mariani. Scampoli di medioevo offerti alla lettura grazie a ricerche di un gruppo di qualificati studiosi: Mauro Cremaschi, Roberto Macellari, Marco Podini, Giuliano Cervi, Walter Baricchi, Franca Baldi Ferretti. L’incontro, presieduto da Davide Dazzi presidente della Società reggiana di studi storici, è stato aperto dal presidente della Provincia, Giammaria Manghi, che si è complimentato per lo sforzo di riscoperta dell’identità reggiana attraverso la sua storia.

Poi le relazioni di Sara Campagnari (Soprintendenza archeologica regionale) che ha individuato nei resoconti pubblicati lo stimolo per ulteriori approfondimenti. Giuseppe Adriano Rossi, presidente della Deputazione di storia patria reggiana, si è quindi soffermato sulla Ghiara, luogo in cui, 70 anni fa, il vescovo fece voto di ringraziamento perché la città era stata risparmiata dalla guerra e assunse l’impegno ad erigere una chiesa alla regina della pace: Regina Pacis.

In successione le annotazioni di padre Cesare Antonelli priore del convento dei Servi di Maria e la relazione di Angelo Spaggiari presidente della Deputazione di storia patria di Modena. Conclusioni affidate al segretario della Deputazione reggiana, Aurelia Fresta, che ha ricordato che l’idea del convegno fu del compianto Gino Badini, riaffermando l’utilità di indagini che consentono di dialogare su temi di carattere universale mettendo a confronto il presente col passato.

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