Open day Aterballetto e premio ad Amodio
Domani omaggio all’ex direttore artistico e lezioni gratuite
REGGIO EMILIA. Porta la firma di Arturo Cannistrà la Giornata Internazionale della Danza che da anni si festeggia l’ultima domenica di aprile. Anche questa volta l’estroso ex danzatore di Aterballetto, da anni curatore dei progetti speciali e soprattutto del rapporto con le scuole è riuscito ad organizzare insieme all'associazione Romagna Danza un’ imperdibile manifestazione presso la Fonderia (via della Costituzione 39) sede della Compagnia Aterballetto con un open day. Istituita nel 1982 dall’Unesco, per commemorare la nascita di Noverre, creatore del balletto moderno. La Giornata Internazionale della Danza è l’occasione di aprire le porte a centinaia di giovani di ogni parte d’Italia che hanno così la possibilità di entrare in contatto e confrontarsi con l’alto professionismo.
Un’intera giornata di lezioni, performances, che vedrà coinvolte diverse scuole di danza italiane e masterclass gratuite. Come l’anno scorso, l'associazione Romagna Danza presieduta da Rosanna Pasi ha inserito nella giornata anche il Premio alla Carriera ad una personalità che abbia segnato un percorso nel settore. Quest’anno sarà consegnato ad Amedeo Amodio, per anni direttore artistico di Aterballetto. La consegna avverrà nel pomeriggio (ore 16) in un cerimonia in cui il sindaco Luca Vecchi gli consegnerà anche il Primo Tricolore. A seguire i danzatori della Compagnia Aterballetto, Noemi Arcangeli ed Hektor Buddla si esibiranno in “Après midi d’un faune” una sua coreografia.
Amodio nel 1979 assunse la direzione artistica di Aterballetto e vi rimase per quasi 18 anni, fino al 1996. Artista versatile, curioso, sperimentatore per ciò che riguarda forme e generi diversi, intrecciando la propria opera con i più grandi a livello internazionale, ha creato una compagnia in grado di affrontare tecniche e stili differenti e così in breve tempo Aterballetto ha acquisito un ampio repertorio e venne riconosciuta come la prima Compagnia di balletto italiana, riscuotendo successi in teatri di tutto il mondo.
«L’idea di istituire una compagnia di danza venne a me insieme a Giovanardi al festival di Nervi – spiega Amodio – lo scopo era quello di darle un’impronta internazionale e così sono andato ad incontrare i principali coreografi del momento da Balanchine ad Ailey, da Van Manen a Bejart e Tetley; inoltre venne dato vita ad un corso di perfezionamento che convogliava a Reggio tanti giovani; da quegli anni la città, con al centro il suo meraviglioso teatro ed il direttore Guido Zannoni, divenne un centro importantissimo per la danza. Una volta affermatasi, la compagnia cominciò a fare tournèe: praticamente siamo andati in tutto il mondo, con esclusione del Giappone e l’Australia. Si facevano anche lezioni per il pubblico delle scuole sul palcoscenico con Vittoria Ottolenghi ed incontri con i coreografi. E con personalità come Elisabetta Terabusr Parallelamente ho creato per la compagnia coreografie che ancora adesso sono rappresentate come Lo Schiaccianoci con le scene di Luzzati e Romeo e Giulietta. Sono stati – conclude – anni meravigliosi che sono trascorsi come un sogno bellissimo» .
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