Ligabue uomo e artista nel docu-film di Aldoni
Suggestivo viaggio nei luoghi dell’artista morto mezzo secolo fa
GUALTIERI. Il pittore Antonio Ligabue rivive, a cinquant’anni dalla sua morte, nel docu-film “firmato” dal regista Ezio Aldoni e prodotto, a braccetto, dalla Studio Digit di Brescello nonché dalla Casa-Museo dedicata a “Toni” – a Gualtieri, in via Giardino - da Giuseppe Caleffi.
Un progetto che ora è realtà, pronto per il lancio che avverrà – a partire da venerdì – in un tour che toccherà diversi centri del nord Italia. Ma colpisce, mentre scorrono veloci sullo schermo le preziose testimonianze di chi ha effettivamente conosciuto l’artista, come si profili un Ligabue che pian piano si allontana dallo stereotipo del pittore-matto un bel giorno del 1919 “sbarcato”nella Bassa reggiana, proveniente dalla Svizzera perché ripudiato dalla famiglia adottiva.
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E’ un racconto, anche attraverso suggestive ricostruzioni cinematografiche, che attraversa tutta la vita di “Toni”, soffermandosi però anche sul dopo, cioè sull’eredità umana e artistica lasciata ai posteri. In circa un’ora e mezza vengono “toccate” le vicissitudini (dall’infanzia nella Svizzera tedesca al non facile impatto con Gualtieri e gli anni selvaggi vissuti nella golena del Po), gli aneddoti, le inedite passioni, la sofferta ricerca d’amore, la creatività artistica, la mitizzazione arrivata con il successo di un pittore che, come tutti i grandi dell’arte, attirerà anche gli “appetiti” dei falsari. Ne esce l’uomo e l’artista, contestualizzato prima nei tempi in cui ha vissuto, gettando poi lo sguardo dal Novecento all’oggi, al suo “genio” che non si è certo spento. Nel docu-film la voce narrante è quella suadente dell’attore Alessandro Haber, mentre il pittore è interpretato con maestria dal gualtierese Armando Avanzi.
Sono cinquanta le testimonianze raccolte, aperte a trecentosessanta gradi sul mondo di Ligabue: critici d’arte, storici, personaggi famosi, giornalisti, ma anche amici e semplici conoscenti. A dir poco azzeccate le musiche di Roberto Guerra, Beppe Carletti (Nomadi) e Stefano Cisco Bellotti (Modena City Ramblers). Dicevamo inizialmente del tour che per il docu-film si apre venerdì – con la presentazione del trailer - a Varano de’ Melegari (nella rassegna internazionale di moto da strada faranno bella mostra di sé due Guzzi appartenute al pittore).
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Poi, la sera del tre giugno con la proiezione in piazza a Gualtieri (interverranno alcuni protagonisti della pellicola), il 5 giugno a Saluzzo (in cui è in corso la mostra “Antonio Ligabue e i candidi visionari”) e durante l’estate in date ancora da definire a Torino, in Romagna, con un ritorno nella Bassa a Guastalla. Il docu-film (che ha già sul web il sito di riferimento www.antonioligabueluomo.it) sarà in vendita dal 3 giugno, inoltre dalla sceneggiatura ha preso anche corpo un libro che, come nella pellicola, cerca di dare risposte e puntuali analisi su una personalità complessa come quella di Ligabue.
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