Gazzetta di Reggio

TEATRO

Al Valli l'allegoria della fine del mondo

Al Valli l'allegoria della fine del mondo

Reggio Emilia, l'Orchestra delle scuole reggiane, due cori e settanta tra attori e ballerini è il corposo cast de "L'Ottimismo alla fine del mondo" del regista Stefano Cenci

1 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA Cento musicisti dell’Orchestra delle Scuole Medie a indirizzo musicale della provincia di Reggio Emilia, due cori e settanta tra attori, danzatori e performer, professionisti e non. "L'Ottimismo alla fine del mondo", regia di Stefano Cenci, direttore Luigi Pagliarini, sarà in scena giovedì al teatro Romolo Valli (ore 9 e 11 riservato alle scuole e ore 21 per tutto il pubblico).

 "L’Ottimismo alla fine del mondo" è una farsesca rivisitazione operistica di "Del Bene, Del Male" spettacolo sulla imminente fine del pensiero occidentale. Sulla fine del mondo per come lo conosciamo.Sulla chiusura di un ciclo, di un’epoca.

La scena rappresenta una sala da cerimonie di uno sfarzoso palazzo. Pareti con tessuti damascati rossi, pavimenti di marmo, tende dorate e rifiniture bianche. L’orchestra suona rassicurante la musica dal Candide di Bernstein, come fosse accompagnamento di una serata in crociera.

Lo spettacolo è strutturato per gironi. Ogni girone è caratterizzato dall’ingresso di nuovi personaggi. I primi ad entrare sono dei vip, ricchissimi, tiratissimi, colti, belli, parlano del bello, citano i classici, amano la vita e colgono l’attimo. Più tardi entrano altri personaggi, ancora più tirati, rigidi, nobili, potenti, grotteschi. Man mano che ci si addentrerà nello spettacolo i personaggi saranno sempre più grotteschi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google