Gazzetta di Reggio

FOTOGRAFIA EUROPEA

Come trasformare un motore in un'opera d'arte

Come trasformare un motore in un'opera d'arte

L'invito di Kohler-Lombardini sui social dà vita a una mostra che s'inaugura all'Hotel Posta. In piazza Del Monte le scenografiche creazioni di Cossio e Anceschi

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REGGIO EMILIA. Trasformare un motore in un’opera d’arte: è la sfida lanciata da Kohler Engines – di cui dal 2007 è parte integrante lo storico stabilimento reggiano Lombardini – in occasione dell’edizione 2015 di Fotografia Europea.

Venerdì 15 maggio, alle 20, con l’apertura della kermesse, inaugura la mostra fotografica collettiva #Myengine dedicata alle passioni. In una doppia sede nel cuore della città, l’Hotel Posta e la centralissima piazza del Monte, a contrassegnare le due tappe del progetto.

La sala del Capitano del popolo ospiterà i migliori scatti tra gli oltre 300 arrivati in risposta alla “chiamata alle arti” dell’azienda, che sui social aveva invitato a fotografare il “motore” della vita, la personale fonte di energia, la passione più grande.

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In piazza del Monte invece troveranno degna cornice le scenografiche opere di Giacomo Cossio e Pietro Anceschi, artisti emiliani tra i più interessanti nel panorama contemporaneo.

Ai due artisti è stato proposto di intervenire su un motore, capolavoro tecnico dell’uomo fatto di ingranaggi, valvole e iniettori, e trasformarlo in opera d’arte. La risposta non si è fatta attendere ed è stata forte, inaspettata e con un’impronta autoriale fortemente riconoscibile.

La mostra è visitabile dal 15 al 17 maggio. Le opere entreranno poi a far parte di un’esposizione collettiva permanente nella sede Kohler Engines di Reggio Emilia.

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Il concorso fotografico. Kohler Engines eredita la storia e i valori di Lombardini, sinonimo di passione da oltre ottant’anni. Una passione che supera il concetto di motore e riesce a creare un legame forte e speciale tra l’azienda, i clienti e il territorio.

Sull’onda di quest’affezione ha lanciato il contest fotografico #ilmiomotore. Questa la sfida proposta sui social dell’azienda: fotografare il “motore” della propria vita, la personale fonte di energia, la passione più grande.

Per partecipare al contest basta caricare la propria foto sulla pagina Facebook dedicata all’indirizzo http://bit.ly/ilmiomotore, o condividerla su Instagram con l’hashtag #myengine.

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«Siamo fatti di passione – recita la presentazione del concorso, vero e proprio manifesto della filosofia Kohler-Lombardini – Siamo mossi ogni giorno dalla volontà di migliorare il nostro lavoro. Noi siamo quelli che dietro ogni componente vedono qualcosa di molto più grande, un progetto in cui il lavoro del singolo si integra e si completa con quello degli altri e dà vita al motore che si accende. Questo è il nostro motore. Qual è il tuo?».

Gli artisti. Giacomo Cossio nasce a Parma nel 1974. Dopo una lunga esperienza di opere informali si avvicina al figurativo con una forte presenza della materia. Nelle composizioni dell’artista emiliano, che vive e lavora a contatto con la caotica e istintiva naturalità del paesaggio agricolo parmense, compaiono piante e macchine da lavoro, specie quelle agricole, quelle utilizzate nell’edilizia e nel trasporto delle merci.

Dagli anni ’90 prende parte a diverse esposizioni in spazi pubblici e privati. Tra le recenti mostre personali, si segnalano “Macchine” (Galleria Le Stelle Arte, Parma, 2008), “Pandora. Macchine+Piante = Ricostruire il mondo nuovo” (Galleria l’Affiche, Milano, 2010), “Corpi Macchine Piante. Tentativi di realtà” (Le Torri dell’Acqua, Budrio, nell’ambito di Arte Fiera Bologna 2012).

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Nel 2014 partecipa alla collettiva “Costruzioni” promossa dalla Galleria Bonioni Arte. Su invito di Volvo Construction Equipment Italia ha realizzato una grande installazione dal titolo “ECR50D”, rielaborazione di un escavatore compatto, successivamente esposta ad “ArtVerona”.

Pietro Anceschi nasce nel 1985 a Reggio Emilia, dove vive e lavora. Inizialmente si dedica a ritratti e autoritratti, poi la sua attenzione si volge a paesaggi sia naturali sia urbani, sperimentando tecniche e strumenti d’espressione sempre diversi.

Ha preso parte a numerose esposizioni e iniziative di pittura estemporanea. Una sua opera murale/installazione dal titolo “Tribute to Vermeer” viene fotografata dal fotografo finlandese Esko Männikkö e diventa uno degli emblemi di Fotografia Europea 2013.

A ottobre 2013 partecipa alla rivalutazione di un capannone delle ex officine Reggiane con un murale lungo una ventina di metri. Ad aprile 2014 inaugura una sua personale a Rimini dal titolo “Pietro Anceschi - Con molta prestezza - dipinti, disegni, incisioni”.

Le sue opere sono presenti nella Cartella annuale del Rotary Club Reggio Emilia (2010), nel Dizionario degli incisori reggiani (Emanuele Filini, Reggio Emilia, 2010), nel Dizionario dei pittori reggiani (Emanuele Filini, Reggio Emilia, 2011) e nell’Almanacco di Italia Nostra (2012).
 

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