La Fondazione-Aterballetto diventa Centro di produzione
Il bilancio si consolida e alla sede in Fonderia arriva anche l’ok del ministero Il presidente Montanari: «Ora serve ragionare su “area vasta” e aiuto degli enti»
REGGIO EMILIA. «Bilancio 2014 chiuso con un attivo di ben ventimila euro, un risultato in linea con quello degli anni precedenti. Tuttavia un po’ di strada si è percorsa da quando, qualche anno fa, si registrava anche solo una leggera perdita». Così Fabrizio Montanari presidente della Fondazione Nazionale della Danza-Aterballetto.
«Ciò testimonia un’azione efficace portata avanti per consolidare e ampliare l’attività – prosegue Montanari – Significa inoltre che abbiamo un mercato solido anche se i teatri pagano meno e sono sempre più in ritardo nel farlo. Il risultato è dunque frutto di un impegno costante per attuare una buona gestione, forti della qualità artistica della Compagnia riconosciuta sia in Italia che all’estero».
Il Bilancio sociale uscito in questi giorni, e disponibile sul sito, mostra in modo articolato oltre agli spettacoli realizzati da Aterballetto in Italia e all’estero – per un totale di 38.000 spettatori – i diversi progetti attuati nella Fonderia: 32 appuntamenti di cui 18 prove aperte e 14 spettacoli per un totale di 9.600 presenze complessive.
Dunque la Fonderia si avvia sempre più ad essere un luogo centrale per l’organizzazione di manifestazioni e rassegne di danza, di iniziative di promozione e diffusione dell’arte coreutica volte ad approfondire e stimolare l’interesse e la conoscenza del pubblico verso questo linguaggio come la collaborazione con le scuole.
«Per questa ragione, dato che il nostro Centro oramai da anni è proiettato su un’attività composita e la nuova legge sui finanziamenti lo riconosce, abbiamo inoltrato al Ministero la domanda per il riconoscimento a Centro di Produzione Nazionale che per altro è stata accolta positivamente – spiega il presidente – La nostra attività adesso si può descrivere come una sorta di piramide alla cui base vi è l’attività amatoriale con le scuole e la punta è la Compagnia: il tutto dentro una sede bellissima e molto funzionale da considerarsi uno spazio teatrale proprio, nell’ampia area della cosiddetta “piazza” interna. Tale riconoscimento premia il nostro lavoro, ma adesso ci viene chiesto di fare più spettacoli e soprattutto aumentare le ospitalità».
Per attuare questo disegno il presidente Montanari considera basilare prima di tutto ridisegnare il rapporto con i teatri delle città limitrofe.
«Nel presentare la domanda abbiamo dovuto redigere obbligatoriamente un progetto della durata di tre anni che prevede anche la collaborazione tra istituzioni culturali delle cosiddetta “area vasta” – sottolinea Montanari – Un primo accordo l’abbiamo definito con il Teatro comunale di Modena, all’interno del quale coordiniamo l’offerta di danza del teatro. Speriamo di poterne realizzare altri da Piacenza fino a Bologna: infatti i trenta spettacoli che dobbiamo fare possono avvenire anche fuori dalla nostra sede».
Un ulteriore motivo di sicurezza viene dal fatto che la Giunta regionale ha promesso più soldi per la cultura.
«Tale promessa è stata attuata, anche se – precisa il presidente della Fondazione – ci piacerebbe che il contributo possa essere assicurato con più anticipo per poter progettare e pianificare meglio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
