Gazzetta di Reggio

Muti e l’Orchestra Cherubini per un concerto imperdibile

di Giulia Bassi
Muti e l’Orchestra Cherubini per un concerto imperdibile

Domani (ore 20.30) l’atteso ritorno del grande Maestro a Reggio Emilia Apre l’Ouvertoure “Im italienischen Stile” di Schubert, poi Mozart e Verdi

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Quale degno coronamento di giornate dense di avvenimenti culturali, giunge al teatro Valli Riccardo Muti alla guida della sua l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini. L’evento in programma domani, alle 20.30, è il primo di una tournée di concerti che toccherà alcune delle realtà musicali e dei teatri importanti quali il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo, l’ottavo International Mstislav Rostropovich Festival di Baku, il 29esimo Festival Internazionale di Izmir in Turchia quindi Bologna Festival. Il programma del concerto al Valli si apre con due composizioni di autori “classici” l’Ouverture in do maggiore “Im italienischen Stile” D 591 di Franz Schubert e la splendida Sinfonia n. 35 in re maggiore K385 “Haffner” di Mozart; a seguire un autore amatissimo da Muti accanto a Mozart stesso: Giuseppe Verdi del quale interpreterà la Sinfonia e i Ballabili “Le quattro stagioni” dall’atto III dei “Vespri siciliani”.

Il brano iniziale riflette le discussioni e a volte le critiche che nel primo ventennio dell’800 suscitò la musica di Rossini nei paesi di lingua tedesca che secondo alcuni rifletteva “lo spirito frivolo e sensuale dell’anima italiana”; ma Schubert si interessò vivamente al linguaggio musicale così caratteristico e brillante di Rossini, del quale ascoltò prima il Tancredi e successivamente nel maggio del 1819 l’Otello.

Come segno di ammirazione per Rossini egli scrisse nel novembre del 1817 due Ouvertures per orchestra, in re maggiore e in do maggiore, che il fratello del compositore, Ferdinand, sottotitolò “nello stile italiano”, perché racchiudevano quella freschezza melodica e quella verve ritmica che erano e restano tipiche della musica rossiniana. L’Ouverture introduce una delle più belle sinfonia di Mozart il cui titolo “Haffner” deriva dal nome della ricca famiglia di Salisburgo che, nell’estate 1782, commissionò a Mozart una serenata per festeggiare l’acquisto di un titolo nobiliare. La Sinfonia è pervasa da un clima particolarmente sereno e solare: non solo perché è il frutto della rielaborazione di tale serenata, ma perché il 1782 è l’anno del matrimonio del compositore con Konstanze. La presenza di Muti costituisce per la nostra città un appuntamento di grande importanza: la sua bacchetta va ad aggiungersi ai grandi che hanno e che stanno per calpestare il nostro palcoscenico. Riccardo Muti che manca da Reggio Emilia, da dieci anni sta conducendo un lavoro di formazione sui giovani musicisti riuniti nell’Orchestra Cherubini. Dal primo concerto (13 dicembre 2004) a Piacenza, dove ha sede, l’orchestra, con organico periodicamente rinnovato, si è esibita in molti teatri italiani e in manifestazioni internazionali: dal Festival di Pentecoste a Salisburgo – dove è stata protagonista del progetto quinquennale dedicato al Settecento napoletano –, alla Sala d’oro del Musikverein di Vienna, dai teatri di Madrid, Parigi, Buenos Aires a quelli di Mosca e San Pietroburgo. Percorsi che si intrecciano all’annuale residenza estiva al Ravenna Festival.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google