Valzer alla Pattacini e tango così ballavano i nostri nonni
Debutto ufficiale sul palcoscenico del teatro Metropolis di Bibbiano della band “Officina del Battagliero” nata da un’idea di Francesco Gualerzi
BIBBIANO. Recuperare e divulgare in modo essenziale e puro lo stile e il linguaggio della musica folcloristica di fine Ottocento e primo Novecento.
È l'intento con cui lo scorso anno è nata l'Officina del Battagliero, progetto musicale del polistrumentista Francesco Gualerzi, al crocevia tra musica classica colta e tradizione popolare. E stasera alle ore 21 l'Officina del Battagliero debutta ufficialmente sul palcoscenico del cinema teatro Metropolis di Bibbiano con lo spettacolo “Alla nostra maniera”. Insieme a Gualerzi, al sax e clarinetto, ci saranno Glauco Caminati (fisarmonica), Adelmo Sassi (chitarra), Valentino Spaggiari (trombone), Marco Bortesi (basso) e Riccardo Bontempelli (batteria).
L’Officina del Battagliero si ripropone di portare a conoscenza del grande pubblico appassionato la tradizione folcloristica del nostro territorio. Il nome del gruppo è una garanzia. Il valzer “Battagliero”, uno dei brani più apprezzati e suonati dalle orchestre da ballo italiane, è nato proprio in questa zona, esattamente a Barco di Bibbiano, terra di grandi musicisti.
L’autore è Tienno Pattacini (Barco 1908-1978) che ne fece il proprio cavallo di battaglia. Pattacini fu un compositore molto prolifico, con un repertorio che comprende mille brani fra valzer, mazurche, polche e tanghi. Nei primi anni Trenta, Tienno aveva già una sua orchestra in cui suonava il clarinetto e per la quale scriveva brani da ballo e da concerto.
Questo tipo di folclore arriva direttamente dal Romanticismo espresso da Giuseppe Verdi. Infatti lo stile del Concerto a Fiato Cantoni di Parma (origine 1861), ricorda molto le sonorità delle “bande di palcoscenico”, usate spesso nelle sue opere.
Oltre al Concerto Cantoni vi furono i Pinazzi, i Barcaroli, Galli, Casanova e pochi altri.Tienno Pattacini, giovanissimo e virtuoso clarinettista, fece parte della seconda generazione del concerto a fiato Cantoni, e fu lì che assimilò lo stile che poi traspose con abilità e grande personalità nel proprio repertorio che, purtroppo, negli anni andò in parte accantonato. La sua tradizione fu poi portata avanti dal figlio Iller (Barco 1933-2006), anch’egli grande musicista.
Ora l’Officina del Battagliero si ripropone di portare a conoscenza del grande pubblico appassionato la tradizione folcloristica del nostro territorio.
I biglietti si acquistano in prevendita sul sito www.ticketland1000.com oppure presso la biblioteca comunale (telefono 0522 253231), presso la sede Arci di Reggio Emilia (telefonare 0522 392137)
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