Gazzetta di Reggio

Masekela e la sua tromba per stregare Correggio Jazz

Masekela e la sua tromba per stregare Correggio Jazz

Lo storico portabandiera del sound sudafricano di scena al teatro Asioli Prima italiana del suo nuovo progetto concertistico “Playing at Work”

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CORREGGIO. Hugh Masekela, portabandiera e mito della musica sudafricana tra jazz e world music, è uno dei nomi più attesi dell’edizione 2015 di Crossroads, il festival itinerante. E finalmente è arrivato il suo momento: lo storico trombettista e cantante sarà stasera al teatro comunale Asioli (ore 21) per Correggio Jazz, in prima italiana con il suo concerto Playing at Work. Al suo fianco Fana Zulu (basso), Cameron Ward (chitarra), Johan Wilem Mthethwa (tastiere), Lee-Roy Sauls (batteria), Francis Manneh Fuster (percussioni).

Classe 1939, Hugh Masekela è l’indomito campione del jazz sudafricano. Impugna la sua prima tromba all’età di quattordici anni, dimostrando subito la sua predisposizione per lo strumento. Nei suoi primi anni di attività professionale il jazz si alterna alla musica popolare, mentre le drammatiche condizioni civili del Sudafrica in piena apartheid si riflettono sia nell’espressività del suo stile che nelle scelte di vita di Masekela.

Nel 1959 forma i Jazz Epistles, tra gli altri con Dollar Brand (poi noto come Abdullah Ibrahim): è il primo gruppo di jazz sudafricano a incidere un disco. L’inasprirsi dell’apartheid e il massacro di Sharpeville, nel 1960, convincono Masekela a lasciare il paese. Fa rotta verso gli Stati Uniti, dove riprende gli studi e, grazie all’amicizia di Harry Belafonte e Miriam Makeba (che poco dopo sarebbe diventata sua moglie, anche se per breve tempo) viene introdotto nel giro delle case discografiche: MGM, Mercury, Verve, presso le quali sviluppa una personale ibridazione di jazz, pop e musica africana. Il grande successo arriva sul finire degli anni Sessanta, dopo il divorzio dalla Makeba e il trasferimento in California. In questo periodo collabora anche con i Byrds e Bob Marley. Nel corso degli anni Settanta fa la spola tra Stati Uniti e Africa, realizzando progetti dai sempre più marcati influssi etnici, finché nel 1990, a seguito della fine del regime di segregazione razziale, decide di stabilirsi nuovamente in Sudafrica. Da allora la sua influenza e attività come nume della musica di quel paese non è mai venuta meno. Pur essendo attivo soprattutto come jazzista, sono le sue sortite in altri territori ad aver fatto di lui un mito della musica africana: è stato tra i primi fautori di un tipo di fusion che oggi s’identifica come world music, ma ha suonato anche in ambito pop, R&B e disco.

Informazioni: biglietto prezzo unico 12 euro, prevendita telefonica 0522 637813, la biglietteria del teatro nei giorni di concerto è aperta dalle 18 alle 19 e dalle ore 20.

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