Tante sorprese al 50esimo Corteo Matildico
Le suggestive immagini delle prove e della prima serata di rievocazione aspettando il grande giorno
QUATTRO CASTELLA. Parla il regista del Corteo: “Pronti ad una svolta storica”. Stefano Giuranno conferma che l’Incoronazione sarà sostituita con la Reinfeudazione.
“Il Corteo è maturo per raccontare non più una storia, ma la Storia”. Riscritto anche il copione di Enrico V: “Una gioia dirigere Matteo e Antonietta”. Qui le immagini (girate da Francesco Mantovani, in parte con un drone che ha sorvolato il campo di Matilde durante le prove al tramonto) delle prove e della prima serata di spettacoli ed eventi, aspettando il grande giorno del 50esimo Corteo matildico.
Un Corteo matildico come non si è mai visto prima. In un certo senso, rivoluzionario. Dopo 49 edizioni, infatti, oggi, domenica 31 maggio alla più importante rievocazione storica in provincia, una delle più importanti in tutto il nord Italia, verrà impressa una “sferzata” nel nome del rispetto della storia e della verità dei fatti.
Non più l’incoronazione, ma il rito della “Reinfeudazione” di Matilde con la suggestiva cerimonia della “immissione delle mani”. A dirigere questa svolta ci sono Stefano Giuranno e Emidio Fantuzzi responsabili della regia del Corteo.
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“Dopo 50 anni il Corteo ormai è maturo per questo cambiamento – spiega Giuranno – Non c’è più bisogno di incoronazioni, è tempo di raccontare non una storia, ma la storia che non vede una corona posata sul capo di Matilde, ma un gesto ben più toccante e denso di significati: la Reinfeudazione, la restituzione dopo 30 anni dei titoli nobiliari e dei territori sottratti a Matilde con il Bando di Lucca del 1081 da parte di Enrico IV, che la accusa di “Lesa maestà” a causa della sua posizione politica in merito alla riforma della Chiesa. Questo grave atto costringe Matilde a muovere guerra alle sue stesse città allo scopo di riconquistarne il controllo. Al pubblico domenica consiglio di seguire con attenzione i dialoghi in generale e i gesti delle mani di Matilde ed Enrico V durante questo momento”.
A introdurre il corteo, anche in questo caso in un’ottica di recupero della fedeltà storica, ci sarà un serrato dialogo tra Arduino della Palude, il consigliere politico di Matilde, e Donizone, il suo biografo autore del “Vita Mathildis”.
“Ma non saranno le uniche novità. Abbiamo in serbo altre sorprese – annuncia Giuranno – Non mancheranno gli scontri tra l’esercito imperiale e quello dei Canossa, i duelli equestri. Ci saranno poi i giochi medievali, sempre molto graditi dal pubblico, come la Quintana dell’Anello e il Gran Passo d’Armi, che vedrà le quattro gualdane contendersi il palio col predominio del ponte”.
Ci sarà spazio per tutte le oltre mille comparse in costume impegnate, a cominciare dal Gruppo dei Villici che aprirà la sfilata nel Campo delle contrade che si chiuderà con l’omaggio del bambino a Matilde. “Come ogni anno sarà l’ultimo nato nei Villici, una bambina di appena sei mesi”.
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Il sogno di ogni regista, poi, è quello di avere a disposizioni interpreti di questa caratura. E anche in questo caso ci sarà una svolta.
“Avere due attori come Maria Antonietta Centoducati e Matteo Setti, con buona pace di chi li ha preceduti, è davvero un piacere, anche per una questione di libertà espressiva che finalmente vedo concretizzata. Solo per fare un esempio, è la prima volta in 50 anni che la parte di Enrico V viene riscritta, ampliata e resa centrale. Posso dire per certo che non abbiamo mai avuto un Enrico V come Matteo, un attore che oltretutto va a cavallo da 20 anni, e decisamente bene. Su Maria Antonietta penso ci sia poco da aggiungere: è una grande interprete di teatro classico e la sua recitazione emozionerà, ne sono certo, tutto il pubblico presente”.
Un’ultima parola, Giuranno, la riserva poi alla “squadra” che da mesi lavora per la buona riuscita del Corteo.
“A parte me ed Emidio si tratta di un gruppo di lavoro giovane, con un’età media che si aggira sui 30 anni. Un Comitato Matildico dove ognuno ha un ruolo ben definito, svolto con serietà, competenza e quell’entusiasmo che negli anni si era un po’ perso, e questo è di per sé il primo successo. Solo così è possibile trasformare per 48 ore un paese come Quattro Castella in uno spaccato di vita Medievale. A tutti loro va fatto un plauso, e speriamo che domenica questo impegno venga ripagato dal gradimento del pubblico”.
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