Tre secoli di musica proposti dai solisti dell’Orchestra Mahler
Il programma prevede il Settecento di Mozart l’Ottocento di Schubert e il Novecento di Webern
REGGIO EMILIA. Per praticare la musica da camera ad alto livello, prima di tutto bisogna essere bravi solisti, nel senso di versatili e duttili, proprio come i musicisti della Mahler Chamber Orchestra che domani sera alle 21 inaugurano il Festival del Quartetto. Sono in otto e alcuni hanno un ruolo da prima parte, come il violinista Daniel Rowland che è la spalla dell'orchestra o Béatrice Muthelet, splendida prima viola, e ancora il primo clarinetto Jerome Comte, il secondo fagotto Chiara Santi quindi Peter Erdei (corno), Christian Heubes (violino), Christophe Morin violoncello, e il contrabbassista, docente al Peri, Amerigo Bernardi. Il loro programma, dedicato a Vienna, la città capitale nel '700 della musica classica, comprende di Mozart Adagio e Fuga in do minore K 546, di Franz Schubert l'Ottetto in fa maggiore D 803 e infine Langsamer Satz un quartetto scritto da Anton Webern, musicista allievo di Schoenberg appartenente alla seconda scuola di Vienna. Il brano è datato 1905: si tratta di un movimento lento pieno di passione, che rievoca una giornata idillica con la sua fidanzata. Mozart scrisse Adagio e Fuga K546 per quartetto nel 1788, rimettendo mano alla Fuga in do minore, originariamente scritta per due pianoforti, aggiungendovi, come fosse un preludio, l'Adagio. Di straordinaria intensità espressiva, è dominato dal contrasto tra figure ritmiche ed energiche e un motivo dolente. Lo stesso contrasto espressivo tra azione e ripiegamento, tra eroismo e rassegnazione caratterizza l'austero soggetto della Fuga nella quale vengono impiegati tutti gli artifici del contrappunto, valendosi di una tecnica e di un controllo espressivo che rivelano da parte di Mozart la profonda assimilazione della lezione bachiana. Conclude la serata il capolavoro schubertiano che ha come modello formale il Settimino op. 20 di Beethoven, composizione molto nota e popolare nel mondo musicale viennese di allora. L'organico dei due lavori differisce soltanto per la semplice aggiunta, in quello di Schubert, di un secondo violino, mentre identici sono il numero dei tempi e la loro disposizione.
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