Un libro su Franchetti musicista che valeva come Richard Wagner
REGGIO EMILIA. Una famiglia può essere patrimonio della città? I Franchetti sì, per Reggio Emilia. Almeno per tre generazioni: vale a dire il barone Raimondo Franchetti sr. il fondatore del Cavazzone,...
REGGIO EMILIA. Una famiglia può essere patrimonio della città? I Franchetti sì, per Reggio Emilia.
Almeno per tre generazioni: vale a dire il barone Raimondo Franchetti sr. il fondatore del Cavazzone, suo figlio Alberto e poi Raimondo jr Franchetti che da metà '800 hanno dominato cronache mondane, culturali, sociali e politiche, beninteso con fatti, testimonianze e situazioni e anche avventure di respiro nazionale.
Figure debordanti e stupefacenti per la loro incredibile poliedricità, il primo che sposò niente meno che una Rothschild era nato a Torino ma può essere considerato reggiano di adozione, in quanto le vicende della sua famiglia e la sua carriera si intrecciano fortemente con la storia della nostra città.
E' così anche per il figlio Alberto (1860-1942) musicista sul quale il 13 giugno alle 18 alla Libreria dell'Arco viene presentato il bel volume "Alberto Franchetti, l'uomo, il compositore l'artista" (edito da Lim) curato con passione da Paolo Giorgi, giovane musicologo nato a Guastalla, e Richard Erkens. Da considerare di fatto la prima monografia in italiano a lui dedicata, contiene gli atti del convegno internazionale svoltosi nel settembre 2010 promosso dall'Associazione per il Musicista Alberto Franchetti costituitasi nel 2008.
Obiettivo di quell'iniziativa e adesso del volume (formato da più di 400 pagine con saggi dei più noti studiosi della musica del periodo come Julian Budden, Virgilio Bernardoni, Adriana Guarnieri Corazzol, Mercedes Viale Ferrero, Johannes Streicher, Antonio Rostagno) è quello di riscoprire un compositore ingiustamente trascurato collocato all'ombra di Puccini o Mascagni, perfino di Giordano, e poter valutare senza pregiudizi la figura di questo compositore il cui modo di scrivere si avvicinava molto a quello di Wagner.
Avviato alla musica dalla madre (allieva di Liszt), studiò a Venezia, e a Monaco e Dresda.
La sua opera "Asrael", fu rappresentata a Reggio nel 1888, così come nella stessa città nacquero, su libretto di Luigi Illica, le sue opere più importanti: "Cristoforo Colombo" rappresentata a Genova nel 1892 con la direzione di Luigi Mancinelli, cui dalla terza recita subentrò Arturo Toscanini, e "Germania", rappresentata al Teatro alla Scala di Milano nel 1902, con Enrico Caruso come protagonista e diretta sempre da Toscanini.
Il "Cristoforo Colombo" fu commissionato a Franchetti dalla città di Genova, dopo che l'anziano Verdi aveva declinato l'incarico.
Movimentata fu la sua vita sentimentale, in quanto nel 1888, si sposò con Margherita Levi; dal matrimonio nascerà il grande esploratore Raimondo Franchetti jr. (1889-1935).
Dopo il divorzio si unì alla giovane lucchese Erminia Bellati, da D'Annunzio – per altro amico di Franchetti – soprannominata "la Selvaggia", celebre attrice nel primo dopoguerra, e poi nel 1920 sposò la giovanissima Clara Marini, che sposerà nel 1920.
Da Alberto e Clara nascerà Elena Franchetti (1922-2009), una delle più importanti traduttrici italiane dal tedesco.
A proposito di versatilità: Alberto Franchetti fu pioniere dell'automobilismo, in quanto partecipò nel 1897, alla fondazione dell'Automobile club di Milano, di cui nel 1899 divenne primo presidente.
Davvero genio e sregolatezza, come scrive Alfredo Gianolio «Alberto aveva le mani bucate. Aristocratico di vecchio stampo, rifuggiva continuamente da quelle incombenze di ordine pratico, che, pur essendo noiose, sono tuttavia utilissime. Nei suoi frequenti viaggi evitava di provvedersi di bagagli e valige per non avere il disturbo di averli appresso, preferendo rifornirsi del necessario nel posto di arrivo, per poi lasciare, alla partenza, ogni cosa in legato ai fortunati e sbalorditi camerieri che avevano avuto cura della sua persona».
Oltre al volume, tra le iniziative recenti a lui dedicate, il recupero del fondo contenente materiali documentari e d'archivio, riferiti e appartenuti al compositore da parte dell'Associazione e poi donati alla Biblioteca Panizzi, e la messa a punto – ad opera di Paolo Giorgi e Silvia Perucchetti – di un sito (associazionealbertofranchetti.com) che rende giustizia sia al musicista sia al personaggio inserito nel variegato contesto familiare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
