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Lezione concerto sulle Variazioni l’ultimo incontro

REGGIO EMILIA. “In queste variazioni Beethoven segue la maniera più antica, soprattutto il vecchio metodo tedesco; Händel ne ha composte di tal genere”. Così un anonimo recensore della Gazzetta di...

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REGGIO EMILIA. “In queste variazioni Beethoven segue la maniera più antica, soprattutto il vecchio metodo tedesco; Händel ne ha composte di tal genere”. Così un anonimo recensore della Gazzetta di Lipsia scrive delle beethoveniane Trentadue variazioni su un tema originale in do minore WoO 80. composte nel 1806 e pubblicate un anno dopo senza numero d’opera; un tempo celeberrime facendo parte dei repertori di tutti i grandi pianisti, oggi sono assai poco note.

Sarà Doriana Marin a parlarcene in occasione dell’incontro “Metamorfosi di un tema Riflessioni di un individuo alla ricerca di sé” a chiusura dell’Orecchio del Sabato, domani, alle 17, all’istituto Peri. Come è noto, la variazione – concepita a sé stante o come movimento nell’abito di una Sonata – accompagna l’intera parabola creativa beethoveniana, fino a condividere col contrappunto il nucleo fondamentale delle ultime opere che sono il simbolo di un’autentica rivoluzione stilistica: una fra tutte proprio le Variazioni sul tema di Diabelli.

Marin, docente di pianoforte all’istituto Merulo di Castelnovo Monti, coadiuvata dalla pianista Giulia Zanichelli, illustrerà questa composizione in rapporto alla complessa interiorità dell’autore che per comporre questo brano prende a modello la passacaglia variata dell’età barocca, in questo senso non solo due opere insigni facenti parte della produzione tastieristica händeliana, ma anche le opere violino di Bach pubblicate a Bonn nel 1802 e fino allora inedite. (g.b.)

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