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gli autori

Due giovani con già una ricca esperienza e riconoscimenti

REGGIO EMILIA. La creazione di “Ogni opera di Confessione”, come l’area reggiana che documenta, è complessa e tra ricerca, riprese e fase di postproduzione, ancora in corso, ha richiesto alcuni anni...

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REGGIO EMILIA. La creazione di “Ogni opera di Confessione”, come l’area reggiana che documenta, è complessa e tra ricerca, riprese e fase di postproduzione, ancora in corso, ha richiesto alcuni anni a partire dal 2013.

Dietro le telecamere due giovani registi, entrambi 31enni, che già vantano esperienze internazionali.

Alberto Gemmi (classe 1984) dal 2013 lavora nel laboratorio di restauro Immagine Ritrovata della Cineteca di Bologna, ma già dopo aver conseguito la laurea specialistica in cinema, ha partecipato a Master in Filmmaking a Parigi e nel 2010 ha realizzato a Parigi il cortometraggio “Stuck Within”, proiettato in Francia e in Italia.

Con “Go Burning Atacama Go” ha vinto al Festival di Lucca. Il suo “Sinai – Un altro passo sulla terra” è stato presentato in anteprima nazionale al 32esimo Torino Film Festival e a Visioni Italiane. Ha curato video-installazioni, sonorizzazioni, performance live, incontri e laboratori sul cinema, in Italia e all’estero.

Mirco Marmiroli attualmente sta sviluppando un progetto di reportage nei Balcani, dal titolo “Ieri cadde il muro”. Dal 2010 si occupa di produzione video e documentaria. Nel 2012 realizza “Prospekt Lenina”, girato in Russia, con il quale ottiene diversi riconoscimenti. Nel 2013 con Il Sole 24 Ore documenta le condizioni della popolazione terremotata e degli orfanotrofi ad Haiti. L’anno dopo in “Ma siamo andati avanti”, ripercorre la storia delle Feste dell’Unità dal dopoguerra ad oggi e partecipa con il cortometraggio “Wang” al progetto Tellurica – racconti dal cratere legato al terremoto in Emilia del 2013.

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