"I Fiaschi" compiono 50 anni
La storica compagnia novellarese pronta a festeggiare e fare ridere con i suoi cavalli di battaglia
NOVELLARA. La locale compagnia di teatro dialettale “I Fiaschi” festeggia il mezzo secolo di vita con una rassegna dei suoi spettacoli di maggior successo.
In cinque venerdì successivi, dal 19 giugno al 17 luglio, nell’area feste di San Giovanni della Fossa, la frazione di Novellara dove tutto è cominciato.
Dove un gruppo di giovani, di San Giovani e Santa Maria, impegnati nelle attività parrocchiali, nella prima metà degli anni Sessanta del secolo scorso, superando gli storici campanilismi, si misero insieme per la recita di carnevale. La cosa ebbe successo, e così si sentirono incoraggiati ad andare avanti.
Gigi Accorsi, camionista, da sempre assiduo attivista dell’Avis di Novellara, attore storico de “I Fiaschi”, è l’unico fra i cofondatori della compagnia a non essere novellarese. Perché abita in una casa situata pochi metri oltre il confine con Bagnolo. A ciò ha posto rimedio l’ex sindaco di Novellara Raul Daoli conferendogli la cittadinanza onoraria, per meriti teatrali e per l’impegno nel volontariato sociale.
Accorsi, come è nata l’idea de “I Fiaschi”?
«All’inizio eravamo una decina di amici, prevalentemente di San Giovanni, con la voglia di fare qualcosa insieme sul palco. Abbiamo chiamato la neonata compagnia “I Fiaschi” per mettere le mani avanti, perché non eravamo troppo sicuri dell’accoglienza del pubblico. Poi, abbiamo indovinato i testi giusti, ci abbiamo messo tanta passione, e il favore del pubblico è cresciuto rapidamente nel tempo».
Avete ottenuto anche molti riconoscimenti in varie rassegne di teatro dialettale.
«Sì, a diverso titolo. Mi piace sottolineare però che ogni riconoscimento, anche al singolo attore, noi lo abbiamo sempre vissuto come un riconoscimento al lavoro di tutto il gruppo. Fra gli altri, ricordo la conquista di 8 Oscar del teatro amatoriale dialettale a Vezzano; poi, nel 2004, il primo posto nella rassegna degli Oscar, sempre a Vezzano. Un altro premio fra i più graditi è stato il titolo di “Simpatissimo 2011”, a Rivalta, per la commedia di Luigi Carboni “Al dòni? Bisògna sol savèri tor sò”. Ha rappresentato per noi un salto di qualità, dieci anni fa, la scoperta come attore di Andrea Zanni di Cadelbosco, dotato di un talento comico naturale che neppure lui immaginava».
Dei fondatori, in quanti siete rimasti?
«In quattro: oltre me, Luigi Carboni, attore e autore di una delle nostra commedie più apprezzate, Gabriele Fornaciari e Roberto Bocchi, attori e registi».
Che cosa vi rende più soddisfatti?
«La nostra immutata amicizia e il fatto di aver coinvolto anche i nostri figli».
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