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Si parte venerdì con “Don Arturo”

Si parte venerdì con “Don Arturo”

Fu la prima commedia in vernacolo dopo un crescendo di successi

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NOVELLARA. La prima vera commedia, in lingua de “I Fiaschi” fu “La zia di Carlo”: seguirono “La finestrella di Momo” (1967) e “Le gambe delle bugie” (1969). La scelta del dialetto è della metà degli anni Settanta con “Don Arturo testimòni per fòrsa”, a seguire “Na questiòn per un cèso”, “Tròpa gràsia S. Antoni”, “Un branc ed bablòun”. Negli anni ’80 cominciarono ad essere fra i protagonisti delle maggiori rassegne teatrali dialettali collezionando un lunga serie di premi con “La càmbra di salàm”, “Du galètt in dal polèr”, “Quand a se scaravùlta la baràca”; continuando a riproporre “Don Arturo” e con il nuovo e molto apprezzato “Al doni? Bisògna sol savèri tor sò”, scritto da Luigi Carboni. Degli ultimi anni lo spettacolo di cabaret dialettale “I Fiaschi Show”. Hanno sempre devoluto gli utili degli incassi in beneficenza, si apprestano ora a celebrare i cinquant'anni di attività. Il calendario. Gli appuntamenti sono nelle scuole di San Giovanni, tutti alle 21.15: “Don Arturo testimoni per fòrsa” (19/6), “Al doni? Bisògna sol savèri tor sò” (26/6), “Quand a se scaravùlta la baràca” (3/7), “Du galètt in dal polèr” (10/7). La rassegna si concluderà il 17 luglio con una serata di comicità denominata “Fiaschi & Friends”.

Ingresso 5 euro.

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