Gazzetta di Reggio

Visual art, teatro e danza in “Le Mosche” di Sartre

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La compagnia del Cigno pronta a stupire con uno spettacolo dinamico e potente La regista: «Oggi e domani sul palco l’esito di un approfondito lavoro di ricerca»

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REGGIO EMILIA. Ritorna la Compagnia del Cigno, impegnata nelle Mosche di Jean-Paul Sartre, in scena oggi e domani, alle 21, alla Cavallerizza. Lo spettacolo si preannuncia di forte impatto. Per esso sono state messe in campo, diverse espressioni artistiche sotto la regia di Ilaria Carmeli. L’opera è una rivisitazione novecentesca dell’Orestea di Eschilo, là dove si narra la tragedia dei fratelli Oreste ed Elettra, depauperati dell’amore paterno e del regno. Dopo l’assassinio del re Agamennone, la regina Clitennestra e il suo amante Egisto regnano su Argo soggiogandone gli abitanti, con il ricatto morale di essere stati complici del delitto.

Da quel momento la città è diventata un mucchio di case desolate, invasa da milioni di mosche che sono una moderna trasposizione delle Erinni, le dee infernali del rimorso. Fondamentale per la comprensione dell’opera, è il contesto in cui è stata scritta: il 1943 a Parigi. Nel pieno della seconda guerra mondiale Sartre mette in scena un’opera in cui al centro di tutto c’è la libertà dell’uomo.

«I temi sono di un’attualità incredibile, il linguaggio è moderno e la fusione tra storia antica e recente aumenta la potenza evocativa del testo», spiega la regista Ilaria Carmeli che per lo spettacolo si avvale delle coreografie di Elisa Davoli, le musiche originali di Carlo Baja Guarienti (arrangiamenti di Valerio Carboni), i costumi originali di Daria Lo Sapio, mentre i video-arte sono curati da Martino Pompili e Claudia Torricelli, e le grafiche da Francesca Mattioli.

«L’idea nata in seno alla Compagnia vincitrice del bando “I reggiani, per esempio” è stato quella di creare uno spettacolo completo, avvalendosi della collaborazione di personalità appartenenti a diverse forme d’arte (danza, musica, fotografia, grafica, video-arte, scene e costumi). E così tutti insieme – attori, danzatori, compositori, fotografi – abbiamo dato forma a una rappresentazione dinamica e potente, che si caratterizza per la particolare valenza formativa e progettuale, essendo frutto di una ricerca approfondita. Siamo contenti di poterlo mettere in scena alla Cavallerizza, spazio fortemente duttile che dà la possibilità a tutti gli artisti coinvolti di esprimersi al massimo grado». Tra i protagonisti della pièce citiamo: Marco Sparano (Oreste), Julia Rossi (Elettra), Raimondo Benzi (Giove), Luca Criscuoli (Egisto), Erika Patroncini (Clitennestra) Gabriele Montanari (Pedagogo), Francesco Gatti (Gran Sacerdote) con le danzatrici: Alice Leonardi, Angela Tampelloni e Laura Giorgi.

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