Gazzetta di Reggio

Anche il teatro è Resistenza tra le mura di Casa Cervi

di Luciano Salsi
Anche il teatro è Resistenza tra le mura di Casa Cervi

Al via la 14esima edizione del festival che si svolge tra il 7 e il 25 luglio a Gattatico Sette spettacoli che si concluderanno in occasione della spaghettata antifascista

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REGGIO EMILIA. La casa-museo dei Cervi, a Gattatico, ritornerà ad essere il palcoscenico estivo del Festival teatrale di Resistenza, giunto alla 14esima edizione, l’ottava organizzata in collaborazione con Boorea. Ospiterà una rassegna di sette spettacoli creati per attualizzare gli ideali per i quali morirono i sette fratelli e che verranno rappresentati fra il 7 luglio – anniversario della strage compiuta a Reggio nel 1960 – e il 25 luglio, quando si ripeterà il rito della memorabile spaghettata offerta dai Cervi ai compaesani nel 1943 alla destituzione di Benito Mussolini.

«Questo festival è un pezzo di vita del museo – ha spiegato ieri nella sede di Boorea a Reggio, Rossella Cantoni, presidente dell’istituto Cervi – che consente di parlare delle nuove resistenze innestandole sulle vicende storiche di settant’anni fa con il contributo di tanti gruppi teatrali». Gli spettacoli iniziano alle 21.30, l’ingresso è a offerta libera. Le opere sono state selezionate fra le 700 proposte dagli autori. La giuria sceglierà poi quella a cui consegnare il primo premio il 25 luglio.

Il programma. Martedì 7 luglio Roberta Biagiarelli porterà sulla scena Figlie dell’epoca. Storia di (alcune) donne nella grande guerra, una produzione della Corte Ospitale di Rubiera che propone una visione del conflitto in un’ottica femminile. Sabato 11 si proseguirà con Contrada Acquaviola n 1, nutrimenti terrestri di Simone Corso, che rappresenta le difficoltà del rapporto tra un padre e un figlio condizionato dalla presenza di un devastante eco-mostro, la raffineria di Milazzo. Domenica 12 la compagnia I Love Subito interpreterà Lapins, storia ironica e surreale dei dipendenti di un’agenzia pubblicitaria newyorkese, succubi del mito della produttività. Martedì 14 assisteremo alla reppresentazione di Francischiello, un Amleto re di Napoli, un’invenzione di Carmine Borrino che mescola due personaggi lontani nel tempo, ma sorprendentemente affini, l’ultimo re di Napoli Francesco II e lo shakespeariano principe di Danimarca. Giovedì 16 si proseguirà con la Vita di Joyce Salvadori Lussu di e con Rossella Dassu, che ripercorrerà la biografia della moglie di Emilio Lussu, sua compagna nelle lotte antifasciste, antimilitariste e ambientaliste. Uno degli spettacoli più attesi è Al forestér, vita accidentale di un anarchico di Matteo Bocchini, diretto e interpretato da Savino Paparella, in programma per sabato 18 con la produzione del Teatro del Tempo. Vi viene narrata la vita del ferroviere Antonio Cieri, anarchico e combattente antifascista. Infine martedì 21 la compagnia Ziba presenterà La Tana, un’allegoria grottesca e tragicomica dell’ignavia individualistica tipica dei nostri tempi.

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