Gazzetta di Reggio

La poesia è protagonista nei testi in omaggio ai grandi

di Giulia Bassi

Il via a novembre con la prima nazionale sulla giovane Merini, regìa di Gassmann Non mancano le star come Brachetti e Beppe Fiorello e ritorna Progetto Ligabue

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REGGIO EMILIA. Saranno i tre teatri cittadini: Municipale Valli, Cavallerizza e Ariosto – che da gennaio 2016 riapre fresco di restauri – ad accogliere la Stagione di Prosa della Fondazione I Teatri che avrà inizio il 17 novembre prossimo con una prima nazionale, La pazza della porta accanto con la voce di Anna Foglietta, diretta da Alessandro Gassmann; protagonista una giovane Alda Merini, in profondo conflitto con un mondo che non la comprende.

Nel cartellone anche Fabrizio Gifuni, con ’Na specie di cadavere lunghissimo in cerca del “nodo poetico” che unisce Pier Paolo Pasolini ai suoi assassini. Lo spettacolo è un viaggio intenso come solo le parole di Pasolini sanno essere, attraverso le trasformazioni di questa società. La regia è del compianto Giuseppe Bertolucci, con cui la coppia di attori Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco ha condiviso un pezzo della propria vita professionale. Na specie de cadavere lunghissimo, è la metafora da cui riemerge la nostalgia visionaria del poeta, il suo essere provocatorio, le fragilità dell’uomo, e la voce fuori dal coro anche quando amici e colleghi scrittori si trasformavano in detrattori.

Ci sono Ottavia Piccolo e Silvano Piccardi in Enigma - Niente significa mai una cosa sola, impeccabili portavoce di una drammaturgia firmata Stefano Massini, ambientata nell’ex Ddr. A seguire Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi, oltre 20 anni sotto la dittatura militare birmana, interpretata da Ermanna Montanari (premio Eleonora Duse 2013) per il Teatro delle Albe. Tra le star: Arturo Brachetti in Brachetti che sorpresa! e Giuseppe Fiorello in Penso che un sogno cosi’… l’uno impegnato a cercare il proprio bagaglio smarrito in un grande aeroporto, l’altro in un continuo gioco di specchi tra sé e Domenico Modugno.

Quasi una favola – Gyula, una piccola storia di amore – di Teatro Due conduce lo spettatore a spasso tra la storia di amore tra una madre e un figlio disabile, ma anche fra l’autore del testo e la musica, mentre e I Duellanti, di Conrad, con Alessio Boni immerge il pubblico in un mondo, quello della cavalleria e degli eserciti ottocenteschi, con due avversari che, però, non si fronteggiano sugli opposti versanti del campo di battaglia ma sono ufficiali dello stesso esercito, la Grande Armée di Napoleone Bonaparte.

Tra i classici, ritorna Cechov e il suo Gabbiano con Fausto Russo Alesi; un giovane teatrante pieno di dubbi sulla necessità del fare teatro oggi, un famoso scrittore che si interroga sulla necessità o meno di scrivere, una giovane ambiziosa che sogna il successo, una donna di successo che non sogna, un’umanità che desidera essere personaggio, personaggi che si specchiano in un lago che mostra la loro misera umanità: sono questi i protagonisti di questo spettacolo di Carmelo Rifici, prodotto da LuganoInScena. La fine stagione propone Amleto a Gerusalemme, Palestinian kids want to see the sea, spettacolo che riunisce Gabriele Vacis e Marco Paolini, due protagonisti del teatro italiano, artefici della lunga stagione del teatro di narrazione, qui impegnati in un progetto, nato, nel 2008 a Gerusalemme, al Palestinian National Theatre di Gerusalemme Est e proseguito poi in Italia: una scuola di recitazione per ragazzi palestinesi. Ne è nato lo spettacolo qui proposto, prodotto da Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale.

Torna, infine, il Progetto Ligabue con un doppio appuntamento: Un bes (fuori abbonamento) e Pitur, primo e secondo capitolo del progetto di Mario Perrotta con il Teatro dell’Argine, dedicato alla vita del pittore Antonio Ligabue.

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